PALERMO – Anche per l’emergenza epidemiologica in atto da COVID-19, i vigili del fuoco della Sicilia svolgono il proprio ruolo di componenti del Sistema nazionale di protezione civile, mettendo in campo le seguenti tre azioni fondamentali:
Le attività di soccorso e quelle di supporto vengono eseguite dai vigili del fuoco della Sicilia nel rispetto delle Linee guida per il contenimento biologico (già emanate nel 2012) ed indossando i dispositivi di protezione individuale per evitare qualsiasi rischio di contagio, fermo restando che la metodologia per affrontare queste attività è quella identica adottata per gli interventi di soccorso con presenza di sostanze radioattive.
Inoltre, all’interno delle sedi di servizio, sono state messe in campo tutta una serie di misure di prevenzione igienico-sanitarie e di auto-protezione (individuali e collettive) per evitare eventuali occasioni di possibile contagio, quali:
In Sicilia, al momento, tra il personale vigile del fuoco, su disposizione delle autorità sanitarie locali competenti o del medico incaricato del servizio sanitario del Comando interessato, si registrano solo 2 casi di positività al COVID-19, mentre sono circa 20 i casi di personale vigile del fuoco posto in sorveglianza sanitaria domiciliare attiva, che sono seguiti, quotidianamente, dagli stessi medici incaricati del servizio sanitario dei rispettivi Comandi.
Infine, in questo periodo il numero degli interventi si è notevolmente ridotto, tanto che i vigili del fuoco sono passati da circa 200 interventi a soli 16 complessivi al giorno in tutti i Comandi della Sicilia.
Secondo quanto rendono noto tramite comunicato, poiché la mole di lavoro è minore: “Noi vigili del fuoco impieghiamo il tempo a nostra disposizione per addestrarci meglio sia per gli interventi di questi giorni sia per quelli derivanti dai rischi sismici e vulcanici a cui è sempre esposto il territorio siciliano. In sintesi, se i siciliani restano a casa… noi siamo al lavoro per la loro sicurezza“.
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