Avviata la procedura di raffreddamento e conciliazione. Paolo Magrì: "L'azienda ha ignorato ogni richiesta di confronto. Se non arriveranno risposte concrete siamo pronti a proseguire la mobilitazione fino allo sciopero"
La CISAL Terziario Catania rompe gli indugi e proclama ufficialmente lo stato di agitazione del personale della SCMC, avviando contestualmente la procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla normativa sui servizi pubblici essenziali.
La decisione arriva dopo il mancato riscontro alle richieste di confronto avanzate dal sindacato a seguito del mandato ricevuto dai lavoratori nel corso dell’assemblea dello scorso 6 luglio e dopo che l’azienda, secondo la CISAL, ha mantenuto un atteggiamento di totale chiusura rispetto alle rivendicazioni del personale.
“Abbiamo privilegiato il confronto fino all’ultimo momento – dichiara Paolo Magrì, segretario provinciale della CISAL Terziario Catania – ma davanti al perdurante silenzio dell’azienda non potevamo più rimanere immobili. Chi ogni giorno garantisce servizi fondamentali per il territorio ha diritto ad essere ascoltato e rispettato. Non è accettabile che rivendicazioni legittime continuino ad essere ignorate”.
Secondo il sindacato, la proclamazione dello stato di agitazione rappresenta un passaggio obbligato per aprire finalmente un confronto concreto sulle condizioni di lavoro.
Al centro della vertenza vi sono una serie di questioni che la CISAL definisce non più rinviabili.
Il sindacato denuncia il mancato riconoscimento del rapporto di lavoro a tempo pieno per il personale addetto ai servizi di custodia e centralino, il non corretto inquadramento professionale degli addetti alla manutenzione degli edifici rispetto a quanto previsto dal Contratto collettivo nazionale Multiservizi e il mancato riconoscimento delle indennità dovute per le mansioni effettivamente svolte, per gli ordini di servizio impartiti e per i rischi affrontati quotidianamente dal personale.
Con la proclamazione dello stato di agitazione, la CISAL diffida inoltre l’azienda dal richiedere prestazioni eccedenti gli obblighi contrattuali.
“Fino alla conclusione della procedura di raffreddamento – sottolinea Magrì – i lavoratori svolgeranno esclusivamente le prestazioni previste dal contratto. Non saranno più accettati straordinari, cambi turno, reperibilità improvvisate o altre forme di flessibilità che, troppo spesso, sono state garantite grazie al senso di responsabilità dei dipendenti”.
Considerata la natura dei servizi svolti dalla SCMC, che comprendono la manutenzione degli edifici scolastici, la tutela del territorio sotto il profilo idrogeologico e la manutenzione della viabilità, la CISAL Terziario ha chiesto alla Prefettura di Catania la convocazione urgente del tavolo di conciliazione previsto dalla legge.
“Ribadiamo la nostra piena disponibilità al dialogo – afferma Magrì – ma il confronto deve produrre risultati concreti. I lavoratori attendono risposte da troppo tempo e non possono continuare a pagare il prezzo dell’immobilismo aziendale”.
La CISAL Terziario avverte infine che, qualora il tentativo di conciliazione non dovesse portare alla soluzione delle criticità denunciate, saranno avviate tutte le ulteriori iniziative consentite dalla normativa.
“La nostra priorità resta quella di raggiungere un accordo attraverso il dialogo – conclude Paolo Magrì – ma se continueranno a mancare risposte serie e concrete, saremo pronti ad adottare ogni forma di mobilitazione prevista dall’ordinamento, compreso lo sciopero. Difendere la dignità del lavoro significa difendere la qualità dei servizi resi ai cittadini”.