Ispezionate 18 aziende agricole: tutti i controlli hanno evidenziato irregolarità. Trovati 12 lavoratori irregolari, di cui 7 completamente in nero
Prosegue l’attività di contrasto al caporalato e alle violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro da parte dell’Arma dei Carabinieri. Nell’ambito di una campagna nazionale disposta dal Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Roma, il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) di Palermo, con il supporto delle Stazioni territoriali, ha effettuato una serie di controlli nelle aziende agricole della provincia.
L’esito delle verifiche ha evidenziato un quadro particolarmente preoccupante: le 18 aziende agricole ispezionate sono risultate tutte irregolari sotto il profilo della sicurezza sul lavoro.
A seguito degli accertamenti, i militari hanno denunciato 15 datori di lavoro per violazioni di natura penale e amministrativa. Contestualmente sono state disposte 5 sospensioni di attività imprenditoriali, sia per l’impiego di lavoratori in nero sia per gravi inosservanze delle norme in materia di sicurezza.
Nel corso delle ispezioni sono stati identificati 43 lavoratori, dei quali 12 irregolari e 7 completamente privi di contratto di assunzione.
Le sanzioni elevate ammontano complessivamente a oltre 133 mila euro, di cui circa 74 mila euro per violazioni amministrative e 59 mila euro per contravvenzioni penali.
Tra le principali irregolarità riscontrate dagli ispettori figurano:
Violazioni che, secondo gli investigatori, dimostrano come in molte realtà produttive continui a essere sottovalutata la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
L’attività ispettiva è stata accompagnata anche da momenti di formazione rivolti ai Carabinieri delle Stazioni territoriali, finalizzati a migliorare la capacità di individuare sul campo gli indicatori tipici del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, previsto dall’articolo 603-bis del Codice Penale.
Particolare attenzione è stata rivolta agli elementi che possono evidenziare situazioni di vulnerabilità dei lavoratori e condizioni di sfruttamento, soprattutto nei confronti di cittadini extracomunitari.
Durante i controlli non sono emersi elementi sufficienti a configurare in modo evidente il reato di caporalato. Tuttavia, in almeno due casi i militari hanno rilevato alcuni indicatori ritenuti significativi e per questo motivo sono stati avviati ulteriori approfondimenti investigativi tuttora in corso.
L’Arma dei Carabinieri ha annunciato che le attività di controllo proseguiranno anche nei prossimi mesi, non solo nel comparto agricolo ma in tutti i settori produttivi, con l’obiettivo di contrastare il lavoro sommerso, garantire il rispetto delle norme di sicurezza e tutelare la dignità dei lavoratori.