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01.09.2026

Risorse idriche, svolta negli invasi siciliani: oltre il 60% di acqua in più rispetto al 2025

di Redazione | 2 min di lettura

Al 1° agosto disponibili 500,71 milioni di metri cubi contro i 311,42 milioni dello scorso anno. In forte crescita Poma, Arancio e Rosamarina. La Regione: situazione tornata alla normalità

Risorse idriche, svolta negli invasi siciliani: oltre il 60% di acqua in più rispetto al 2025
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Migliora sensibilmente la situazione delle risorse idriche in Sicilia. Al 1° agosto 2026 negli invasi dell’Isola risultano 500,71 milioni di metri cubi d’acqua, contro i 311,42 milioni registrati nello stesso giorno del 2025.

Secondo i dati diffusi dall’Autorità di bacino della Presidenza della Regione Siciliana, il saldo positivo è quindi di 189,29 milioni di metri cubi, con un incremento superiore al 60% rispetto allo scorso anno.

Un miglioramento ancora più significativo se si considera che nel 2025, rispetto al 2024, l’incremento era stato del 37%.

Poma, Arancio e Rosamarina: volumi più che raddoppiati

Il confronto tra il 1° agosto 2025 e il 1° agosto 2026 evidenzia una crescita particolarmente consistente in alcuni dei principali bacini siciliani.

Il Poma passa dai 22,65 milioni di metri cubi del 2025 agli attuali 51,57 milioni. L’Arancio sale da 5,83 a 14,56 milioni, mentre il Rosamarina raggiunge 59,45 milioni di metri cubi, contro i 21,03 milioni dello scorso anno.

Numeri che restituiscono un quadro decisamente diverso rispetto alle criticità idriche affrontate dalla Sicilia negli ultimi anni.

L’Osservatorio: “Non ci sono più condizioni di severità idrica”

Il miglioramento aveva già portato l’Osservatorio distrettuale permanente sugli utilizzi idrici in Sicilia, nella seduta dello scorso 15 maggio, a ritenere superate le condizioni per dichiarare una situazione di “severità idrica”.

Secondo il quadro fornito dalla Regione, la situazione degli invasi sarebbe infatti tornata a condizioni di normalità, consentendo di guardare alla gestione dell’acqua anche attraverso una pianificazione pluriennale.

Il governo regionale attribuisce parte del miglioramento anche agli investimenti realizzati negli ultimi anni per la riduzione delle perdite, la digitalizzazione e distrettualizzazione delle reti, il controllo da remoto e il riefficientamento degli invasi e delle infrastrutture di adduzione e distribuzione.

Più acqua anche per l’agricoltura

Il maggiore quantitativo disponibile ha avuto ripercussioni anche sul comparto agricolo.

Invasi come Ancipa, Castello, Garcia, Poma, Rosamarina e Ragoleto hanno potuto contribuire quest’anno a soddisfare le esigenze irrigue, segnando un’inversione di tendenza rispetto al 2024 e al 2025, quando negli invasi a uso plurimo l’impiego dell’acqua per l’agricoltura era stato fortemente limitato o, in alcuni casi, inibito.

Nei prossimi giorni l’Autorità di bacino convocherà una nuova riunione dell’Osservatorio per verificare l’andamento delle riserve e degli utilizzi.

Il monitoraggio continuerà infatti per tutta la stagione, così da poter adottare tempestivamente eventuali misure correttive o di mitigazione in caso di variazioni degli scenari meteorologici e climatici.

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