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07.05.2026

Taormina, esplode la protesta dei genitori: “Il Bambino Gesù non può lasciare la cardiochirurgia pediatrica”

di Redazione

Paura tra le famiglie dopo l’ipotesi stop alla convenzione

Taormina, esplode la protesta dei genitori: “Il Bambino Gesù non può lasciare la cardiochirurgia pediatrica”
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Cresce la preoccupazione attorno al futuro del Centro cardiologico pediatrico del Mediterraneo dell’ospedale San Vincenzo di Taormina. La possibile interruzione della collaborazione con l’ospedale Bambino Gesù di Roma ha infatti scatenato la reazione del Comitato dei genitori, che annuncia battaglia per difendere il reparto di cardiochirurgia pediatrica.

“La collaborazione tra il centro di Taormina e il Bambino Gesù non può cessare”, affermano i rappresentanti delle famiglie, già protagonisti in passato di diverse manifestazioni davanti all’ospedale.

“Qui si parla della vita dei nostri figli”

In una nota, il Comitato parla apertamente di “paura, rabbia e disperazione” tra le famiglie siciliane.

“Per noi questa non è una pratica amministrativa. Non è una questione politica. Qui si parla della vita dei nostri figli”, sottolineano i genitori.

Secondo quanto emerso, i vertici dell’ospedale Bambino Gesù avrebbero comunicato all’Asp di Messina, all’assessorato regionale alla Salute e alla direzione del San Vincenzo la volontà di non prorogare la convenzione che, dal 2010, ha consentito l’attivazione della cardiochirurgia pediatrica a Taormina, per anni unica struttura del genere in Sicilia.

“Il Centro è cresciuto grazie alla collaborazione con il Bambino Gesù e al lavoro di professionisti altamente specializzati che hanno permesso a tanti bambini siciliani di curarsi senza lasciare la propria terra”, aggiunge il Comitato.

L’allarme: “Rischiamo di tornare alla migrazione sanitaria”

I genitori si dicono pronti a nuove proteste pur di difendere quello che definiscono “un diritto sacrosanto”.

“Noi genitori non possiamo accettarlo”, spiegano. “Siamo pronti a tornare alla lotta per difendere il diritto alla salute e mantenere in Sicilia un centro salvavita per i bambini cardiopatici”.

Le famiglie temono infatti il ritorno alla cosiddetta migrazione sanitaria, con viaggi fuori regione, costi elevati e pesanti ripercussioni emotive.

“Mentre la politica discute, rinvia, promette e scarica responsabilità, ci sono famiglie che vivono nel terrore di dover affrontare nuovamente viaggi disperati, spese enormi e separazioni familiari”, denunciano.