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17.06.2026

Palermo, arrestato un presunto truffatore del “finto carabiniere”: recuperati 10mila euro e gioielli

di Redazione | 3 min di lettura

Il truffatore avrebbe convinto l’uomo ad allontanarsi dall’abitazione per recarsi in un luogo dove avrebbe dovuto firmare alcuni verbali

Palermo, arrestato un presunto truffatore del “finto carabiniere”: recuperati 10mila euro e gioielli
Indice

La Polizia di Stato ha arrestato un 44enne dell’hinterland messinese, ritenuto responsabile di una truffa aggravata commessa con il metodo del cosiddetto “finto carabiniere”, in concorso con altri soggetti al momento non identificati.

La truffa ai danni di madre e figlio

L’attività investigativa, condotta dagli agenti della V Sezione Investigativa della Squadra Mobile di Palermo, ha consentito di individuare e fermare il presunto autore di una truffa consumata poco prima ai danni di una madre e di suo figlio, residenti nel capoluogo.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le vittime sarebbero state contattate telefonicamente da un sedicente appartenente all’Arma dei carabinieri che avrebbe riferito di un presunto utilizzo fraudolento di documenti intestati al figlio della donna nell’ambito di un furto appena commesso.

Con questo stratagemma, il truffatore avrebbe convinto l’uomo ad allontanarsi dall’abitazione per recarsi in un luogo indicato telefonicamente, dove avrebbe dovuto firmare alcuni verbali.

Il raggiro e il furto

Rimasta sola in casa, la donna sarebbe stata raggiunta da un complice che, approfittando di un momento di distrazione, si sarebbe impossessato di circa 10mila euro in contanti e di diversi gioielli in oro.

Secondo la ricostruzione investigativa, le vittime avrebbero preparato denaro e preziosi su indicazione dei truffatori, che avevano prospettato una presunta “ispezione” finalizzata a verificarne l’estraneità al furto denunciato telefonicamente.

Il pedinamento della Squadra Mobile

Nel frattempo, gli investigatori della Squadra Mobile, impegnati in servizi mirati contro le truffe agli anziani, avevano predisposto controlli lungo le principali arterie di accesso alla città, concentrando l’attenzione sui veicoli provenienti dalla Sicilia orientale.

L’attività nasceva a seguito di recenti episodi analoghi commessi da soggetti che, utilizzando auto a noleggio, raggiungevano Palermo per mettere a segno truffe ai danni di persone anziane.

Gli agenti hanno così notato una Lancia Y sospetta, condotta da un uomo già conosciuto nell’ambito di precedenti attività investigative. Ritenendo che potesse essere coinvolto in attività illecite, hanno avviato un servizio di pedinamento.

Il fermo in autostrada e il recupero della refurtiva

Durante il monitoraggio, gli investigatori hanno osservato una breve ma significativa sosta nella zona di Villa Tasca, dove l’uomo sarebbe entrato in un’abitazione per poi allontanarsi rapidamente.

Gli agenti hanno continuato a seguirlo fino all’autostrada A19 in direzione Catania, dove hanno deciso di fermarlo dopo aver appreso via radio dell’avvenuta truffa proprio nell’area di Villa Tasca.

Nel corso del controllo, il 44enne è stato trovato in possesso di 10mila euro in contanti, suddivisi in banconote di diverso taglio e custoditi all’interno di uno zaino, oltre a diversi monili in oro.

Il riconoscimento e l’arresto

I gioielli rinvenuti sono risultati corrispondenti a quelli denunciati come sottratti dalle vittime.

La donna, sottoposta a individuazione fotografica, avrebbe riconosciuto senza esitazione l’uomo come la persona presentatasi presso la sua abitazione, identificando inoltre come propri i preziosi recuperati dagli agenti.

Alla luce degli elementi raccolti, il 44enne è stato arrestato con l’accusa di truffa aggravata.

È opportuno precisare che l’uomo è, allo stato attuale, soltanto indiziato di reato e che la sua eventuale responsabilità penale potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza.

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