Svolta nelle indagini sulla mortale aggressione avvenuta allo Zen 2 di Palermo
Svolta nelle indagini sulla mortale aggressione avvenuta allo Zen 2 di Palermo. Tre persone, due minorenni di 16 anni e un 33enne, sono state sottoposte a fermo perché ritenute, sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori, coinvolte nell’omicidio volontario di un 45enne.
Nella stessa aggressione è rimasto ferito anche un uomo di 47 anni, intervenuto per difendere la vittima. Per i tre indagati è scattata anche la denuncia per tentato omicidio.
Secondo la ricostruzione investigativa, il 45enne avrebbe notato alcuni giovani nei pressi di un garage utilizzato dalla propria famiglia.
Temendo che potessero mettere a segno un furto, l’uomo li avrebbe invitati ad allontanarsi. Da quel momento la situazione sarebbe rapidamente degenerata.
I giovani avrebbero prima insultato il 45enne e poi lo avrebbero aggredito, utilizzando, secondo l’ipotesi degli investigatori, un cacciavite e un casco. Le ferite riportate si sono rivelate mortali.
Durante l’aggressione, un 47enne sarebbe intervenuto nel tentativo di aiutare la vittima, finendo a sua volta colpito.
Anche lui, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, sarebbe stato ferito con un cacciavite. Da qui la contestazione del tentato omicidio nei confronti dei tre sospettati.
Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia San Lorenzo, con il supporto nella fase esecutiva dei militari della stazione San Filippo Neri, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Palermo e della Procura per i Minorenni.
Gli investigatori hanno ricostruito quanto accaduto attraverso il sopralluogo sulla scena del crimine, le dichiarazioni delle persone informate sui fatti, i riconoscimenti fotografici e specifici accertamenti tecnici.
Gli elementi raccolti hanno portato all’individuazione di tre palermitani, due 16enni e un 33enne, tutti con precedenti.
Alla luce del quadro indiziario e della situazione d’urgenza, i carabinieri hanno proceduto al fermo di indiziato di delitto dei tre sospettati per omicidio volontario in concorso.
Tutti e tre sono stati inoltre denunciati per tentato omicidio in relazione al ferimento del 47enne. Per il 33enne, che si trovava già agli arresti domiciliari, è scattata anche una denuncia per evasione.
Su disposizione delle Autorità giudiziarie competenti, il maggiorenne è stato condotto nella casa circondariale “Lorusso-Pagliarelli”, mentre i due 16enni sono stati trasferiti all’Istituto Penale per i Minorenni “Malaspina”.
I tre sono allo stato indiziati e le rispettive posizioni dovranno essere valutate dall’Autorità giudiziaria nel corso del procedimento. Resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.