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19.05.2026

Il mondo ancora vulnerabile alle pandemie: l’allarme dell’Oms sei anni dopo il Covid

di Redazione | 2 min di lettura

L’Organizzazione mondiale della sanità lancia un nuovo monito

Il mondo ancora vulnerabile alle pandemie: l’allarme dell’Oms sei anni dopo il Covid
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L’Organizzazione mondiale della sanità lancia un nuovo monito: il mondo sarebbe ancora impreparato ad affrontare future pandemie, in un contesto globale sempre più instabile e fragile. L’allarme arriva durante la 79esima Assemblea mondiale della Salute, in corso a Ginevra, dove è stato adottato il primo Accordo pandemico internazionale, pensato per costruire un sistema globale più equo e sicuro nella gestione delle emergenze sanitarie.

Secondo il rapporto del Global Preparedness Monitoring Board (Gpmb) dell’Oms, il pianeta porta ancora le cicatrici del Covid-19 ma non avrebbe realmente imparato dagli errori del passato. Le infezioni, sottolinea il documento, stanno diventando “più frequenti e più rilevanti” sia per numero di contagi sia per mortalità.

Ebola e nuove emergenze sanitarie

Il vertice internazionale si apre in un momento particolarmente delicato, a poche ore dalla dichiarazione di una nuova emergenza sanitaria internazionale legata all’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Secondo le prime stime, il virus avrebbe già provocato circa un centinaio di vittime su quasi 300 contagiati.

Gli Stati Uniti continuano a considerare “basso” il rischio interno, ma nel frattempo l’ambasciata americana a Kampala, in Uganda, ha sospeso temporaneamente il rilascio dei visti a causa della vicinanza dell’epidemia.

L’Oms tra crisi economica e riorganizzazione

Tra i temi centrali dell’Assemblea anche il futuro stesso dell’Oms, costretta negli ultimi anni a una profonda ristrutturazione dopo l’uscita degli Stati Uniti, storico principale finanziatore dell’agenzia.

Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha spiegato che il processo di riorganizzazione sarebbe ormai completato: “Abbiamo raggiunto una posizione di stabilità e stiamo andando avanti con determinazione e fiducia”.

Nonostante i tagli definiti “dolorosi”, l’Oms avrebbe già coperto il 90% del budget del biennio in corso, mentre resta aperta la partita sul restante 10%, per cui l’agenzia chiede un ulteriore impegno economico agli Stati membri.

Il nodo sulla condivisione dei dati sanitari

Tra i dossier ancora aperti resta quello relativo alla condivisione dei dati sugli agenti patogeni e dei benefici derivanti dalla ricerca, il cosiddetto Pathogen Access and Benefit Sharing System (Pabs).

Sul tema, al momento, non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo. “Speravamo di chiudere i negoziati in tempo per questa assemblea – ha dichiarato Tedros – ma sono fiducioso che accadrà”.

L’obiettivo dell’Oms resta quello di evitare che eventuali future crisi sanitarie possano riproporre le stesse disuguaglianze emerse durante la pandemia di Covid-19, quando molti Paesi ebbero difficoltà ad accedere rapidamente a vaccini, cure e strumenti diagnostici.

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