La perquisizione all'alba e la scoperta sotto il letto
Una pistola con matricola abrasa e il colpo già in canna nascosta sotto il letto matrimoniale, un revolver calibro 38 nel comodino e altre munizioni custodite dentro un guanto in lattice. È quanto avrebbero scoperto i carabinieri nell’abitazione di Vito Amoroso, 59 anni, indicato dagli investigatori come figura di rilievo del clan Toscano-Tomasello-Mazzaglia, gruppo mafioso attivo nell’area di Biancavilla e ritenuto collegato alla famiglia catanese Santapaola-Ercolano.
L’uomo, già sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, è stato arrestato e trasferito nella casa circondariale di Catania Piazza Lanza.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Paternò, che hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione indipendente a due piani del 59enne, situata non lontano dal centro di Biancavilla.
Le verifiche sono iniziate nelle prime ore della mattina e si sono concentrate sulla ricerca di eventuali armi.
È stato nella camera da letto che i militari hanno effettuato la prima scoperta. Sotto il letto matrimoniale era stata sistemata una busta contenente, avvolta in uno straccio, una pistola modello 950 con matricola abrasa.
L’arma aveva un colpo in canna e il caricatore inserito con altri sette proiettili calibro 6,35.
La perquisizione della stanza ha fatto emergere anche una seconda arma. All’interno del comodino i carabinieri hanno trovato una calibro 38 Special a tamburo, con matricola parzialmente leggibile e sei colpi al suo interno.
Altri 11 proiettili erano invece conservati dentro un guanto in lattice utilizzato come contenitore.
Armi e munizioni sono state sequestrate e saranno sottoposte agli accertamenti del caso. Sulla base degli elementi raccolti, che dovranno essere verificati nelle successive fasi giudiziarie, Amoroso è stato arrestato e, su disposizione dell’autorità giudiziaria, condotto nel carcere di Piazza Lanza.
Il nome del 59enne era già comparso negli anni in diverse indagini riguardanti armi e criminalità organizzata.
Nel 2013 Amoroso era stato arrestato per detenzione illegale di armi e munizioni e per il possesso di documenti d’identità falsi.
Nel dicembre 2015 era invece finito tra i destinatari dei provvedimenti eseguiti nell’ambito dell’operazione “Adernò”, relativa a gruppi criminali attivi tra Adrano e Biancavilla e con contestazioni riguardanti, tra gli altri reati, il traffico di sostanze stupefacenti.
Il suo nome è emerso nuovamente nel febbraio 2019 con l’operazione antimafia “Città blindata”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania e incentrata sulle attività del gruppo mafioso operante a Biancavilla.
Secondo la ricostruzione investigativa, ulteriori elementi sul presunto ruolo di Amoroso all’interno del gruppo mafioso sarebbero emersi durante le indagini successive agli omicidi di Agatino Bivona e Nicola Gioco, avvenuti a Biancavilla nel gennaio 2014.
Dopo la scarcerazione e il ritorno a Biancavilla nel luglio dello stesso anno, Amoroso avrebbe affiancato il fratello Giuseppe, conosciuto come “Pippo l’avvocato”, nella gestione del gruppo.
Gli investigatori avrebbero documentato frequenti visite di persone che avrebbero aggiornato il 59enne sull’evoluzione delle dinamiche criminali locali.
L’influenza attribuita ai due fratelli sarebbe stata esercitata attraverso una rete di collaboratori e affiliati, con interessi che, secondo le indagini, avrebbero riguardato traffico di droga, disponibilità di armi ed estorsioni.
Nello stesso contesto investigativo sarebbero emerse anche forti tensioni tra gruppi criminali contrapposti. Nell’ottobre del 2014, carabinieri e Polizia di Stato avrebbero sventato il progetto di un gruppo rivale che puntava a eliminare Amoroso.
Il nuovo sequestro di armi rientra nelle attività condotte dai carabinieri per contrastare la circolazione illegale di pistole e munizioni e ricostruirne l’eventuale disponibilità negli ambienti criminali.
Per i fatti oggetto dell’attuale procedimento resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.