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25.08.2026

Incendio al Malaspina, quattro giovani detenuti trasferiti fuori dalla Sicilia

di Redazione | 1 min di lettura

Il bilancio complessivo dell’emergenza è di 11 persone trasportate in ospedale, tra detenuti e agenti

Incendio al Malaspina, quattro giovani detenuti trasferiti fuori dalla Sicilia
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Quattro giovani detenuti coinvolti nell’incendio scoppiato nel carcere minorile Malaspina di Palermo saranno trasferiti in altri istituti penitenziari fuori dalla Sicilia.

Secondo quanto ricostruito, i quattro avrebbero appiccato le fiamme tra le celle e aggredito due agenti della polizia penitenziaria. Il bilancio complessivo dell’emergenza è di 11 persone trasportate in ospedale, tra detenuti e agenti.

Undici persone in ospedale

I feriti sono stati trasferiti al Civico, a Villa Sofia e al Policlinico, alcuni in codice rosso e altri in codice giallo, sia per intossicazione da fumo sia per le conseguenze delle aggressioni.

Particolarmente complesso l’intervento del 118, che ha impiegato numerose ambulanze all’esterno dell’istituto per garantire il trasferimento delle persone coinvolte.

Le fiamme sono state spente dal personale in servizio nel carcere. Per fronteggiare l’emergenza è stato mobilitato fino a tarda notte anche il personale libero dal servizio del centro della giustizia minorile.

Le operazioni sono state coordinate dal dirigente del centro Santino Ippolito e dalla dirigente della polizia penitenziaria Stefania Greco.

I sindacati proclamano lo stato di agitazione

Dopo l’accaduto, i segretari regionali di Osapp, Uilfp Polizia Penitenziaria, Uspp e Fns Cisl hanno espresso vicinanza agli agenti e denunciato la grave carenza di personale all’interno dell’istituto.

Secondo le organizzazioni sindacali, gli agenti già in servizio dalle 15 avrebbero dovuto proseguire l’attività ben oltre il normale turno, mentre nelle prime ore dell’emergenza non sarebbero state disponibili unità sufficienti per garantire il ricambio.

L’avvicendamento è stato successivamente possibile grazie all’intervento del Prap Sicilia, che ha messo a disposizione personale proveniente dagli istituti Pagliarelli e Ucciardone.

I sindacati hanno quindi proclamato lo stato di agitazione, sollevando anche la questione della gestione di alcuni detenuti già protagonisti, secondo quanto riferito, di comportamenti particolarmente problematici.

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