Il sindacato interviene sul futuro del "Pio La Torre": nel mirino la gestione dello scalo, la programmazione dei voli e i ritardi nell'utilizzo dei 47 milioni di euro destinati all'area cargo e al potenziamento logistico
La CISAL Catania interviene sulla situazione dell’aeroporto “Pio La Torre” di Comiso, sollevando una serie di criticità legate alla gestione e alle prospettive di sviluppo dello scalo ibleo.
Secondo il sindacato, l’aeroporto si troverebbe in una condizione di “isolamento operativo e gestionale”, con il rischio di essere considerato principalmente uno scalo da utilizzare in situazioni di emergenza anziché un’infrastruttura autonoma e pienamente attiva durante tutto l’anno.
Tra le principali criticità segnalate dalla CISAL ci sarebbero “l’assenza di un piano industriale reale, di trasparenza e di investimenti concreti” finalizzati al rilancio dei collegamenti aerei da e per Comiso.
Il sindacato punta inoltre l’attenzione sui 47 milioni di euro di fondi FSC, sbloccati dall’Unione Europea nel novembre 2025 e destinati, secondo quanto riportato nel comunicato, allo sviluppo dell’area cargo e al potenziamento logistico.
La CISAL denuncia, in particolare, ritardi nell’utilizzo delle risorse, considerate strategiche per rafforzare il ruolo dell’aeroporto e creare nuove prospettive di crescita per il territorio.
Nel comunicato viene affrontato anche il tema della gestione dei due scali da parte della SAC, Società Aeroporto Catania.
Secondo la CISAL, l’attuale modello tenderebbe a privilegiare l’aeroporto “Vincenzo Bellini” di Catania, lasciando Comiso in una posizione maggiormente marginale.
Il “Pio La Torre”, sostiene il sindacato, rischierebbe così di essere utilizzato come soluzione alternativa soprattutto quando si verificano emergenze, senza riuscire a sviluppare una propria programmazione stabile e autonoma.
Per la CISAL, a frenare lo sviluppo strutturale dell’aeroporto sarebbero principalmente i ritardi burocratici, una gestione ritenuta troppo accentrata e la mancanza di una pianificazione operativa adeguata.
Una situazione che, secondo il sindacato, persisterebbe nonostante gli annunci arrivati dalla Regione Siciliana e dalla governance aeroportuale.
La CISAL chiede quindi che il rilancio del “Pio La Torre” non rimanga soltanto sulla carta, ma venga accompagnato da una strategia concreta capace di valorizzare lo scalo ibleo e garantirne la piena operatività durante tutto l’anno.