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22.09.2026

Aggressione al Pronto Soccorso del San Marco, la Cisl: “Chi cura non può lavorare nella paura”

di Redazione | 2 min di lettura

Il sindacato interviene dopo l’episodio di violenza che ha coinvolto anche personale della vigilanza privata. Chiesti ambienti adeguati, maggiori controlli e protocolli chiari di prevenzione

Aggressione al Pronto Soccorso del San Marco, la Cisl: “Chi cura non può lavorare nella paura”
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Dopo l’aggressione avvenuta nelle scorse ore al Pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania, la Cisl provinciale e le federazioni di categoria tornano a chiedere interventi per garantire maggiore sicurezza a chi lavora nelle strutture sanitarie d’emergenza.

L’episodio, secondo quanto riferito dal sindacato, avrebbe coinvolto anche operatori della vigilanza privata, con ripercussioni sui pazienti presenti in sala d’attesa. La Cisl esprime solidarietà ai lavoratori e auspica che gli accertamenti in corso consentano di chiarire la dinamica, le conseguenze per il personale e le eventuali responsabilità.

“Servono prevenzione, vigilanza e procedure chiare

A intervenire sono Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, insieme a Danilo Sottile, segretario generale Cisl Funzione pubblica, Michele Musumeci, segretario generale Fisascat Cisl, e Carmelo Puglisi, segretario generale Cisl Medici.

“Non ci sono giustificazioni che tengono davanti alla violenza e all’aggressione nei confronti di chi, in quel momento, sta svolgendo il proprio lavoro”, affermano i rappresentanti sindacali.

La richiesta è quella di intervenire su più fronti: ambienti di triage da ristrutturare dove necessario, adeguati servizi di vigilanza e controllo, procedure di gestione definite e protocolli di prevenzione.

“La sicurezza – sottolineano – deve essere parte integrante dell’organizzazione sanitaria e non una risposta estemporanea a un’emergenza”.

“Personale sottoposto già a turni e carichi difficili

La Cisl richiama l’attenzione anche sulle condizioni nelle quali operano medici, infermieri e lavoratori dei Pronto soccorso cittadini, dal San Marco al Policlinico, dal Garibaldi al Cannizzaro.

Secondo il sindacato, a turni pesanti, carenze di personale e responsabilità elevate si aggiunge il rischio di subire aggressioni. Una situazione che, sostengono le organizzazioni, potrebbe rendere ancora meno attrattivo il lavoro nei reparti maggiormente esposti e provocare conseguenze sull’intero sistema dell’emergenza.

Ogni episodio di violenza, inoltre, può determinare l’interruzione o il rallentamento delle attività, con effetti anche sugli altri pazienti che attendono assistenza.

L’appello al Policlinico San Marco e alle istituzioni

La Cisl Catania ricorda di avere già sollevato il problema insieme alle federazioni Cisl Medici, Cisl Fp e Fisascat Cisl, anche nell’ambito dell’Osservatorio prefettizio per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Da qui la richiesta all’Azienda universitaria Policlinico San Marco e alle istituzioni competenti di verificare quanto accaduto e adottare le misure necessarie per prevenire nuovi episodi.

“La sofferenza dei pazienti merita rispetto e comprensione, ma altrettanto rispetto meritano le donne e gli uomini che ogni giorno lavorano per curare e assistere. La violenza non può mai entrare nei luoghi di cura“.

Attanasio, Sottile, Musumeci e Puglisi concludono con un appello: “Non possiamo chiedere ai nostri lavoratori e operatori sanitari di essere sempre disponibili, umani e professionali e poi lasciarli soli quando sono loro ad avere bisogno di protezione. Chi cura deve essere tutelato. Chi lavora per la salute delle persone non può lavorare nella paura“.

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