Per un anno saranno impegnati nei luoghi della cultura del Parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci. Coinvolti anche Adrano, Mineo e Aci Catena. Scarpinato: "Avviciniamo le nuove generazioni alla cura del patrimonio"
Cinquantaquattro giovani entrano nei musei e nei siti culturali del Parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci con il nuovo ciclo del Servizio civile universale. In prevalenza studenti universitari dell’area umanistica, hanno partecipato al bando 2026 del ministero delle Politiche giovanili e saranno impegnati per un anno nelle strutture del Parco.
Si tratta del secondo ciclo di Servizio civile promosso dal Parco, realizzato attraverso una convenzione con l’associazione EREI di Troina. La prima esperienza, conclusa lo scorso giugno, aveva coinvolto 42 giovani tra i 18 e i 28 anni.
“L’idea di coinvolgere i giovani del Servizio civile nei siti culturali siciliani – ha dichiarato l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – è un progetto pilota del Parco archeologico di Catania che, dopo averlo sperimentato con successo nell’estate 2025, oggi dà il via al secondo ciclo aumentando il numero di volontari e i siti coinvolti, includendo quelli più periferici di Adrano e Mineo”.
Per Scarpinato si tratta di “un esperimento positivo, aperto alla comunità giovanile e quindi alle migliori risorse del territorio, che di fatto avvicina le nuove generazioni alla conoscenza e alla cura del grande patrimonio culturale della nostra regione“.
A Catania i giovani saranno distribuiti lungo l’itinerario archeologico che comprende il Teatro antico di via Vittorio Emanuele, l’Odeon, Casa Liberti, le Terme della Rotonda, le Terme dell’Indirizzo e il Portico dell’Atleta. Saranno presenti anche nella chiesa di San Francesco Borgia, in via Crociferi, e dalla prossima primavera nella Casa museo di Giovanni Verga, quando è prevista la riapertura dopo gli interventi in corso.
Ad Adrano saranno impegnati nel museo regionale “Saro Franco”, a Mineo nel sito archeologico di Palikè e ad Aci Catena nell’area archeologica delle Terme di Santa Venera al Pozzo.
I 54 giovani hanno già firmato la presa in servizio nella sede direzionale del Parco, all’ex Manifattura Tabacchi di piazza San Cristoforo. Ad accoglierli il direttore del Parco e della Valle dell’Aci Giuseppe D’Urso, i funzionari e Alberto Cardillo, capo di gabinetto dell’assessore Scarpinato.
“Il patrimonio culturale non è soltanto qualcosa da conservare e da valorizzare, ma è anche un formidabile strumento di formazione – ha sottolineato D’Urso –. Dare ai nostri giovani la possibilità di vivere dall’interno i nostri siti significa offrire loro un’esperienza concreta e, nello stesso tempo, consentire al Parco di beneficiare di nuove energie, competenze e punti di vista”.
Il nuovo gruppo comprende studenti universitari e accademici, laureati e post-laureati impegnati in percorsi di specializzazione. In questi giorni i partecipanti stanno seguendo la formazione curata dai funzionari del Parco.
Il Servizio civile avrà un impegno di 25 ore settimanali, cinque al giorno, con un assegno mensile di circa 500 euro. L’obiettivo è affiancare alle attività di fruizione e valorizzazione dei siti un’esperienza formativa che metta i giovani direttamente a contatto con il patrimonio culturale del territorio.