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22.09.2026

In libreria arriva “L’Altra me”, il terzo libro di Sarah Donzuso

di Elisa Guccione | 3 min di lettura

"L'Altra me" è un nuovo viaggio all’interno di un animo sensibile costretto a guardarsi allo specchio e fare i conti con alcune importanti prove, passaggi obbligati per poter capire il proprio lato oscuro, per potersi liberare della zavorra, poter spiccare il volo per poi rinascere.

In libreria arriva “L’Altra me”, il terzo libro di Sarah Donzuso

La giornalista e scrittrice Sarah Donzuso ritorna in libreria con “L’Altra me”, Algra editore, la sua terza fatica letteraria che sarà presentata ufficialmente alla stampa e agli amanti della lettura il 27 settembre all’interno dell’ottava edizione della rassegna “Etnabook”.

“L’Altra me” è un nuovo viaggio all’interno di un animo sensibile costretto a guardarsi allo specchio e fare i conti con alcune importanti prove, passaggi obbligati per poter capire il proprio lato oscuro, per potersi liberare della zavorra, poter spiccare il volo per poi rinascere.

“L’Altra me” è il suo terzo libro. Possiamo definirlo quello più autobiografico, maturo e forse più difficile da scrivere?

“Questo libro arriva dopo 4 anni dalla mia ultima pubblicazione in un momento particolare della mia vita: mia mamma scopre la malattia e, inevitabilmente, questa colpisce tutta la famiglia. Mi è servito qualche mese per elaborare quanto accaduto e ho cercato di catalizzare tutte le mie emozioni scrivendo, come ormai faccio spesso. E così l’anno scorso pagina dopo pagina, è nato il libro che ho poi fatto leggere ad alcune persone fidate che mi hanno espresso entusiasmo. Da qui il passaggio successivo è stato l’editore Alfio Grasso che ancora una volta ha creduto in me. Non lo definisco il più autobiografico: certamente c’è tanto di me e del mio pensiero, come penso sia normale, ma non del tutto autobiografico”.

Quanto è stato complicato mettere nero su bianco il dolore, la sofferenza e la forza di volontà che porta al cambiamento e alla vittoria del bene sul male?

“Non c’è un male e un bene, c’è solo una scelta da fare: nessuno può dire quale sia la strada giusta da seguire ma i personaggi del mio nuovo libro incarnano tutte le sfaccettature delle paure umane. Quale è più giusta o più sbagliata nessuno può dirlo. C’è la voglia di vivere, ma ognuno vive a modo proprio. Non è stato semplice parlare di malattia, ma ho cercato anche di affrontare altri temi, a partire dal desiderio di farcela, in qualsiasi direzione si vada”.

Potremmo definirlo, senza esagerare, un racconto taumaturgico che ha aiutato lei a tirare fuori le emozioni ma può aiutare anche chi legge…

“La scrittura è terapia, non a caso si parla sempre più di medicina narrativa anche in ambito medico. Scrivere libera l’anima, aiuta a focalizzare le cose, a tirarle fuori, anche quelle che si ha più paura ad enunciare a voce. Sicuramente grazie anche a questo libro tiro fuori molte emozioni e molte le condivido ogni qualvolta ci sia una presentazione. Poter parlare con il pubblico, confrontarsi, fa bene a me e penso anche a chi ascolta”.

Cosa si aspetta da questa terza creatura?

“Spero possa colpire i cuori di chi legge e spero mi dia la possibilità di incontrare tante persone, tanti giovani, a cui consigliare di non lasciarsi sopraffare dalle abitudini. Dobbiamo imparare ad ascoltare le nostre emozioni e non rimandare a domani quello che possiamo fare oggi”.

Nel suo romanzo sottolinea che “il tempo non è infinito e va sfruttato sino in fondo. E che il presente è l’unico tempo in cui ci è concesso vivere”. Ma si può vivere il presente affrontando il dolore senza esserne sopraffatti?

“È proprio nel dolore che capiamo che il nostro presente ha valore. Abbiamo spesso bisogno di traumi importanti per concentrarci sul qui e adesso. E questo è un paradosso tipico dell’essere umano. Vorrei provare a scardinare questo principio  perché dobbiamo vivere sempre ogni momento, anche se sono la prima che difficilmente ci riesce”.

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