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07.08.2026

Studio di UniPa rivoluziona la prevenzione dell’ictus: nasce la “sindrome carotidea cronica”

di Redazione | 2 min di lettura

Un nuovo modello per comprendere e prevenire le malattie cerebrovascolari arriva dall'Università degli Studi di Palermo

Studio di UniPa rivoluziona la prevenzione dell’ictus: nasce la “sindrome carotidea cronica”
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Un nuovo modello per comprendere e prevenire le malattie cerebrovascolari arriva dall’Università degli Studi di Palermo. Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Stroke propone una diversa interpretazione dell’aterosclerosi carotidea, introducendo il concetto di “Sindrome carotidea cronica” (Chronic Carotid Syndrome – Ccas).

La ricerca porta la firma, come primo autore, del dottor Giuseppe Miceli, del team di Medicina interna con Stroke Care coordinato dal professor Antonino Tuttolomondo, del dipartimento Promise dell’Università di Palermo e del Policlinico “Paolo Giaccone”.

Una nuova visione della malattia carotidea

Secondo gli autori, l’aterosclerosi delle arterie carotidi non dovrebbe essere considerata pericolosa soltanto quando provoca un ictus o un attacco ischemico transitorio (TIA).

Lo studio suggerisce infatti che anche le placche considerate apparentemente “silenti” possano determinare, nel tempo, un danno progressivo al cervello.

Le placche “silenti” possono favorire il declino cognitivo

I ricercatori spiegano che queste lesioni potrebbero compromettere la salute cerebrale attraverso diversi meccanismi, tra cui la riduzione del flusso sanguigno, il rilascio di microemboli e il mantenimento di uno stato infiammatorio cronico.

Questi processi, secondo lo studio, potrebbero favorire il declino cognitivo e aumentare il rischio di futuri eventi cerebrovascolari, anche in assenza di sintomi evidenti.

Il modello si ispira alla sindrome coronarica cronica

La nuova teoria prende spunto dalla Sindrome coronarica cronica, concetto ormai consolidato nella cardiologia moderna.

Così come per le malattie delle arterie del cuore si è compreso che il danno può svilupparsi gradualmente prima dell’infarto, anche per le carotidi i ricercatori ritengono necessario adottare una visione più ampia della patologia.

Verso una prevenzione più personalizzata

L’obiettivo della Sindrome carotidea cronica è superare la tradizionale distinzione tra pazienti “sintomatici” e “asintomatici”, promuovendo una valutazione del rischio più completa e personalizzata.

Secondo gli autori, questo nuovo approccio potrebbe aprire la strada a strategie di prevenzione più efficaci, consentendo di individuare prima i pazienti a rischio e intervenire tempestivamente per ridurre la probabilità di ictus e di altre malattie cerebrovascolari.

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