"Abbiamo deciso di rendere pubblica questa notizia perché non abbiamo alcuna intenzione di arretrare".
Chiara Colosimo, presidente della commissione nazionale antimafia, ha querelato l’attivista dell’associazione Our Voice Jamil El Sadi per l’intervento fatto il 19 luglio 2025 a Palermo durante una manifestazione organizzata per l’anniversario della strage di via d’Amelio dal movimento delle agende rosse di Salvatore Borsellino. Lo rende noto la stessa Our Voice.
Una querela, sottolinea, che arriva dopo un intervento pubblico e politico in cui venivano contestate le scelte investigative portate avanti dalla commissione sul tema delle stragi. Jamil El Sadi parlò come esponente di Our Voice.
“Abbiamo deciso di rendere pubblica questa notizia perché non abbiamo alcuna intenzione di arretrare. E di certo non ci faremo intimidire – dicono dall’associazione – Rivendichiamo il diritto di critica politica verso chi ricopre ruoli istituzionali così delicati e continuiamo a pensare che il confronto democratico non possa essere sostituito dalle querele. Confidiamo pienamente nella magistratura, che grazie anche alla vittoria del NO al referendum resta autonoma e indipendente dal potere politico. Saranno i magistrati a valutare serenamente i fatti e il contenuto di parole pronunciate pubblicamente nell’ambito del legittimo diritto di critica politica”.
Emilio Miceli, presidente del Centro Studi Pio La Torre, è intervenuto sulla vicenda: “Non credo che sia giusto, per la Presidente della Commissione antimafia, querelare Jamil El Sadi, il giovane attivista di Our Voice, che si batte per affermare i diritti di libertà e giustizia in una città come Palermo. Jamil è una delle persone più impegnate sul fronte dell’antimafia ed è in buona compagnia, tra quelli che pensano sia in atto un ulteriore depistaggio, poco importa se volontario o involontario, attorno alla strage di via D’Amelio”.
“Credo sia più utile relazionarsi e confrontarsi su temi così importanti e delicati anche perchè sarebbe interesse della Commissione parlamentare antimafia ascoltare tutte quelle forze che a Palermo e nel resto del Paese continuano a battersi, a produrre cultura e a fare pedagogia antimafia. Si può non essere d’accordo, ma è necessario essere tolleranti, soprattutto se si ha la responsabilità di un tema così delicato, e anche così divisivo come quello della lotta alla mafia. L’invito è a rifletterci sopra ed evitare le lacerazioni che davvero non servono a nessuno“.
“Jamil El Sadi è un ragazzo che crede nei valori della legalità e della giustizia. A Palermo, dove ha messo radici, si batte nel mondo delle associazioni e in quello dell’informazione affinché dopo decenni si raggiunga tutta la verità sulle Stragi del 1992-93, perché oggi, come dice Jamil, ne conosciamo solo metà e quella ancora nell’ombra coinvolge pezzi dello Stato”. Così la senatrice Dolores Bevilacqua, componente del direttivo M5S al Senato.
“Per – continua – aver detto che la maggioranza in commissione Antimafia fa l’esatto opposto e per aver duramente criticato le leggi del centrodestra che spianano la strada alle mafie dei colletti bianchi, è stato querelato dalla presidente Colosimo, come racconta oggi il Fatto Quotidiano. Così il potere conferma le accuse mosse da Jamil e da tutte quelle associazioni dell’antimafia sociale che a Palermo manifestano in tanti modi la loro rabbia verso le istituzioni che si voltano dall’altra parte”.
“Anziché reagire con querele intimidatorie, la maggioranza farebbe bene a fermarsi a riflettere sulle nuove ferite che sta arrecando all’Italia con la spregiudicata operazione che porta avanti da tre anni per riscrivere la storia con bugie e teorie farlocche“.
Fonte foto Ansa