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24.06.2026

Porto di Palermo, arriva l’era dei droni: firmato il protocollo per trasformare lo scalo in un hub dell’innovazione

di Redazione | 3 min di lettura

Obiettivo: rendere Palermo un punto di riferimento nel Mediterraneo per droni, intelligenza artificiale e mobilità aerea avanzata.

Porto di Palermo, arriva l’era dei droni: firmato il protocollo per trasformare lo scalo in un hub dell’innovazione
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Il porto di Palermo guarda all’innovazione e punta sulle nuove tecnologie per rivoluzionare sicurezza, logistica e monitoraggio delle infrastrutture.

È stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia occidentale e STRADAai, società specializzata in intelligenza artificiale e tecnologie avanzate, con l’obiettivo di integrare l’utilizzo dei droni nelle attività operative dello scalo.

L’iniziativa punta a trasformare Palermo in uno dei principali laboratori del Mediterraneo dedicati all’impiego dei sistemi a pilotaggio remoto in ambito portuale.

Sicurezza, controlli e gestione delle emergenze

Al centro del progetto vi è l’introduzione delle tecnologie UAS (Unmanned Aircraft Systems) e dei sistemi U-space, piattaforme digitali pensate per gestire in sicurezza il traffico dei droni all’interno dello spazio aereo.

I droni potranno essere utilizzati per il monitoraggio delle infrastrutture portuali, l’ispezione di banchine e navi, il supporto alle attività di security, il controllo ambientale e la gestione delle emergenze.

In prospettiva, le nuove tecnologie potranno contribuire anche allo sviluppo di servizi logistici innovativi, aumentando l’efficienza operativa dello scalo.

Primo passo: la creazione dello U-space

Tra gli obiettivi prioritari dell’accordo vi è la richiesta di istituzione dello U-space nell’area portuale di Palermo, passaggio ritenuto strategico per consentire l’integrazione regolamentata dei droni nelle attività quotidiane del porto.

Una scelta che potrebbe trasformare lo scalo siciliano in un modello replicabile anche in altri porti italiani ed europei.

Tardino: “Porto più sicuro, digitale e resiliente”

“Con questo protocollo il porto di Palermo compie un passo concreto verso un modello portuale più sicuro, digitale e resiliente”, ha dichiarato la presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia occidentale, Annalisa Tardino.

“L’utilizzo dei droni e dei sistemi U-space può rappresentare un importante strumento di supporto alle attività operative, alla sorveglianza, al monitoraggio delle infrastrutture e alla gestione delle emergenze, rafforzando il ruolo strategico del nostro scalo nel Mediterraneo”.

STRADAai: “Palermo può diventare un modello europeo”

STRADAai è orgogliosa di affiancare l’Autorità di Sistema Portuale in questo percorso”, ha affermato Giulio Segurini, amministratore delegato della società.

“Palermo ha tutte le caratteristiche per diventare un hub mediterraneo dell’innovazione portuale basata sui droni. Il nostro obiettivo è portare competenze tecnologiche, regolatorie e operative per costruire un modello sicuro, sostenibile e replicabile anche in altri porti italiani ed europei”.

Formazione e nuove opportunità

Particolare attenzione sarà dedicata alla formazione degli operatori portuali e dei barcaioli, affinché l’innovazione tecnologica possa tradursi in nuove competenze professionali e opportunità di crescita per il sistema economico locale.

L’accordo, della durata di tre anni e senza obblighi finanziari vincolanti tra le parti, prevede workshop, programmi formativi, studi di fattibilità, progetti pilota e attività finalizzate alla ricerca di finanziamenti europei.

Il progetto Droneport Sicily

Tra le iniziative più innovative collegate al protocollo figura anche “Droneport Sicily”, progetto selezionato nell’ambito del programma europeo STEP.

L’iniziativa punta a utilizzare i droni per il trasporto sanitario tra porti e isole, con l’obiettivo di migliorare la continuità territoriale e rendere più rapidi gli interventi di emergenza nelle aree insulari.

Con questo accordo, Palermo punta a consolidare il proprio ruolo di laboratorio dell’innovazione nel Mediterraneo, investendo su digitalizzazione, sostenibilità e nuove tecnologie applicate al sistema portuale.

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