Un intervento di decementificazione e rigenerazione urbana sta trasformando il lago naturale di Gibellina
Un intervento di decementificazione e rigenerazione urbana sta trasformando il lago naturale di Gibellina. Nell’ambito del programma Gibellina Capitale, il gruppo artistico Stalker ha avviato un progetto che prevede la rimozione del cemento e la piantumazione di alberi e specie della macchia mediterranea.
Il bacino nacque nei primi anni Ottanta per raccogliere le acque piovane ed era stato inserito nel piano urbanistico dell’architetto Oswald Mathias Ungers.
L’opera, però, non venne mai completata secondo il progetto originario e, nel tempo, la natura ha progressivamente riconquistato l’area, trasformandola in un ecosistema spontaneo. Oggi il gruppo Stalker, attivo dal 1995 nello studio e nella valorizzazione delle aree marginali, punta a restituire il lago alla comunità attraverso un percorso di rigenerazione civica.
Il primo intervento ha riguardato la rimozione di oltre 50 metri quadrati di pavimentazione, con la creazione di dieci nuovi spazi destinati ad accogliere alberi autoctoni.
Si tratta del primo intervento di questo tipo realizzato in Sicilia su un sito pubblico con l’obiettivo di sostituire il cemento con vegetazione e superfici naturali.
Il progetto prevede anche la sistemazione del percorso lungo il bordo del lago. Parte della sponda in cemento è stata ricoperta con terra, dove verranno collocate piante tipiche della macchia mediterranea.
Lungo via Empedocle sono state inoltre installate dieci panchine recuperate dai magazzini del cimitero, con vista sul bacino. Saranno realizzati anche due scivoli per permettere l’accesso alla passeggiata alle persone con difficoltà motorie.
Secondo Lorenzo Romito, componente del gruppo Stalker, togliere cemento e piantare alberi significa aumentare l’ombra, migliorare la qualità dell’aria e contribuire a ridurre le temperature in città.
L’intervento è stato pensato come un primo passo verso un nuovo modello urbano, basato sulla riduzione delle superfici impermeabili, sulla capacità di trattenere l’acqua e sull’aumento delle aree verdi.
La residenza artistica è stata sviluppata in forma partecipata, coinvolgendo direttamente abitanti e bambini di Gibellina.
L’obiettivo è trasformare il lago da luogo percepito come estraneo a spazio condiviso, accessibile e capace di diventare un nuovo punto di incontro per la comunità.
Fonte foto: Ansa.it