Obiettivo: ridurre il rischio di recidiva e promuovere inclusione sociale e autonomia
Creare nuove opportunità di lavoro per le persone sottoposte a misure penali e favorirne il reinserimento nella società.
È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto da Ance Catania, Esec Catania, Udepe Catania (Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna) e Associazione Difesa e Giustizia APS ETS, che rinnova una collaborazione già avviata negli anni precedenti.
L’accordo, della durata di due anni, punta a rafforzare i percorsi di inclusione sociale e lavorativa delle persone sottoposte a misure o sanzioni di comunità.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di mettere in rete il sistema delle imprese, la formazione professionale e i servizi della giustizia di comunità.
Il progetto mira a favorire l’accesso al lavoro e alla qualificazione professionale, contribuendo alla funzione rieducativa della pena e offrendo nuove possibilità di autonomia ai beneficiari.
Parallelamente, l’accordo intende sostenere il settore delle costruzioni, che continua a registrare una crescente richiesta di personale qualificato.
“Coinvolgeremo le aziende cercando di monitorare i loro bisogni. C’è chi ricerca manodopera, altri necessitano di competenze più tecniche”, ha spiegato il presidente di Ance Catania, Rosario Fresta.
“Ognuno dei soggetti istituzionali coinvolti nel protocollo svolge un ruolo fondamentale. Insieme costruiremo nuovi percorsi vantaggiosi e sicuri, con l’obiettivo di ridurre il rischio di recidive e integrare quel capitale umano che altrimenti corre il pericolo di rimanere ai margini”.
Per la direttrice dell’Udepe Catania, Maria Pia Fontana, uno degli aspetti più importanti dell’accordo riguarda l’accesso agevolato ai percorsi formativi nel settore edile.
“Tra gli aspetti qualificanti dell’intesa vi è l’accesso a condizioni di vantaggio a percorsi di formazione professionalizzante nel settore edile per l’utenza Udepe, spesso segnata da difficoltà socio-economiche”.
“La collaborazione consente inoltre di facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro con le imprese associate ad Ance e in rete con Esec. In questo percorso ogni partner diventa co-costruttore di una giustizia di comunità dal volto umano e solidale”.
Sul valore dell’iniziativa è intervenuto anche il presidente dell’Associazione Difesa e Giustizia APS ETS, Massimo Ferrante.
“Il contributo degli avvocati penalisti incide in maniera determinante. Conoscono bene gli assistiti e gli strumenti pensati per favorirne il percorso rieducativo. Il loro ruolo non deve limitarsi alla difesa nel processo, ma deve orientarsi anche al reinserimento all’interno della società”.
Il presidente di Esec Catania, Marco Colombrita, ha annunciato la predisposizione di nuovi percorsi formativi.
“Stiamo predisponendo diversi percorsi che miglioreranno le competenze tecniche e organizzative dei beneficiari. Terremo conto dei bisogni più attuali e siamo particolarmente concentrati sugli aspetti legati alla sicurezza e alla formazione professionale”.
“Siamo certi che le persone coinvolte abbiano una forte motivazione e stiamo creando tutti gli strumenti utili a migliorare il loro percorso”.
Secondo i dati del Ministero della Giustizia – Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità, in Italia sono oltre 140mila le persone attualmente in carico agli Uffici di esecuzione penale esterna.
Il progetto avviato a Catania punta a trasformare il reinserimento lavorativo in uno strumento concreto di inclusione sociale, consentendo alle persone coinvolte di diventare una risorsa attiva per la comunità e contribuendo, al tempo stesso, a migliorare sicurezza, dignità e coesione sociale.