BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Un’indagine lunga e laboriosa quella che ha portato all’emissione dell’ordinanza di applicazione di misure cautelari coercitive ed interdittive nei confronti di amministratori e funzionari del Comune di Barcellona.
Ad eseguirla i poliziotti del Commissariato locale; ad emetterla il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Barcellona Pozzo Di Gotto, dott. Fabio Gugliotta.
L’attività investigativa coordinata dal Procuratore Capo della Repubblica, Emanuele Crescenti, e dal Sostituto Procuratore, Matteo De Micheli, ha presso il via nel 2014.
Intercettazioni telefoniche, acquisizione di tabulati, sopralluoghi, analisi e sequestro di documenti ed edifici sono alcuni degli strumenti investigativi che hanno permesso di muovere specifici addebiti a carico di:
Irregolarità riguardanti immobili riconducibili a Coppolino ed ad alcuni suoi familiari originavano approfondimenti che hanno lasciato trasparire le pressioni esercitate dall’assessore su tecnici e amministratori compiacenti al fine di occultare, per l’appunto, le macroscopiche difformità ed i conseguenti illeciti edilizi.
False attestazioni, omissione di accertamenti, velocizzazione indebita delle relative pratiche, omissione di atti dovuti, in sintesi, le condotte che, dietro la sapiente regia dell’ex assessore Coppolino che in tal modo ne traeva un ingiusto vantaggio patrimoniale, erano perpetrate dagli indagati animati dalla speranza di ottenere futuri vantaggi.
Nello specifico questi i reati contestati e le relative misure adottate: