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16.02.2018

Concussione, abuso d’ufficio e falso: trema il Comune di Barcellona Pozzo Di Gotto. I NOMI

di Redazione | 2 min di lettura
Concussione, abuso d’ufficio e falso: trema il Comune di Barcellona Pozzo Di Gotto. I NOMI

BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Un’indagine lunga e laboriosa quella che ha portato all’emissione dell’ordinanza di applicazione di misure cautelari coercitive ed interdittive nei confronti di amministratori e funzionari del Comune di Barcellona.

Ad eseguirla i poliziotti del Commissariato locale; ad emetterla il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Barcellona Pozzo Di Gotto, dott. Fabio Gugliotta.

L’attività investigativa coordinata dal Procuratore Capo della Repubblica, Emanuele Crescenti, e dal Sostituto Procuratore, Matteo De Micheli, ha presso il via nel 2014.

Intercettazioni telefoniche, acquisizione di tabulati, sopralluoghi, analisi e sequestro di documenti ed edifici sono alcuni degli strumenti investigativi che hanno permesso di muovere specifici addebiti a carico di:

  • Angelo Coppolino, ex assessore allo Sport e Politiche Giovanili Sportive, Industria, Caccia e Pesca, Servizi Demografici e Toponomastica, Rapporti con i Quartieri, Programmazione e Manutenzione Impianti Sportivi;
  • Salvatore Di Pietro, vice comandante della Polizia Municipale;
  • Carmelo Rucci, funzionario dell’Ufficio Tecnico Edilizia Privata, Concessioni Edilizie e Sanatoria;
  • Bruno Isgrò, architetto;
  • Francesco Livoti, tecnico comunale;
  • Giuseppe Bonomo, tecnico comunale;
  • Santi Alligo, ex segretario generale;
  • Roberto Materia, sindaco del Comune di Barcellona Pozzo Di Gotto.

Irregolarità riguardanti immobili riconducibili a Coppolino ed ad alcuni suoi familiari originavano approfondimenti che hanno lasciato trasparire le pressioni esercitate dall’assessore su tecnici e amministratori compiacenti al fine di occultare, per l’appunto, le macroscopiche difformità ed i conseguenti illeciti edilizi.

False attestazioni, omissione di accertamenti, velocizzazione indebita delle relative pratiche, omissione di atti dovuti, in sintesi, le condotte che, dietro la sapiente regia dell’ex assessore Coppolino che in tal modo ne traeva un ingiusto vantaggio patrimoniale, erano perpetrate dagli indagati animati dalla speranza di ottenere futuri vantaggi.

Nello specifico questi i reati contestati e le relative misure adottate:

  • concussione, induzione indebita di dare o promettere utilità, abuso d’ufficio e falso per Coppolino, al quale è stata applicata la misura cautelare in carcere e per Rucci sottoposto invece alla misura degli arresti domiciliari;
  • falso ed abuso d’ufficio per Isgrò, Livoti, Bonomo e Di Pietro cui viene anche contestata l’induzione indebita di dare o promettere utilità sottoposti alla misura interdittiva della sospensione da ogni ufficio ricoperto all’interno del Comune, ad eccezione di Isgrò a cui è stata imposta la misura del divieto di esercitare la professione di architetto per 6 mesi;
  • uso di atti falsi e favoreggiamento personale per Alligo, al quale è stato imposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza;
  • abuso d’ufficio per Materia, la cui condotta è rappresentata dall’avere revocato illegittimamente l’incarico dell’allora comandante della Polizia Municipale, sottoposto al divieto di dimora e di ingresso nel Comune di Barcellona.
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