La campagna punta a coinvolgere giovani, studenti, futuri conducenti, automobilisti, motociclisti e cittadini
Il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, on. Gaetano Galvagno, ha scritto al Codacons in merito alla campagna regionale “Sicurezza Stradale Experience”, lanciata ieri a Catania dal Codacons Sicilia, in collaborazione con UNASCA (Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica) e con l’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi, in occasione del Palio di Ateneo dell’Università di Catania.
La campagna, avviata con simulatori, test pratici, strumenti immersivi e attività dimostrative, punta a coinvolgere giovani, studenti, futuri conducenti, automobilisti, motociclisti e cittadini attraverso un linguaggio diretto, concreto e vicino soprattutto alle nuove generazioni, ma con un messaggio rivolto a tutti gli utenti della strada.
Nella lettera, il Presidente dell’ARS rivolge i propri complimenti e il proprio sostegno al Codacons Sicilia, sottolineando come l’approccio adottato nell’ambito della campagna sulla sicurezza stradale risulti pienamente in linea con il linguaggio delle giovani generazioni e con le condizioni che i neopatentati si trovano ad affrontare nelle prime esperienze di guida.
Galvagno condivide l’idea che, per diffondere una solida cultura della sicurezza, non siano sufficienti gli slogan, ma siano necessarie esperienze concrete, come le prove al simulatore, capaci di far comprendere in modo diretto i rischi spesso sottovalutati alla guida.
Nella nota, il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana richiama inoltre le disattenzioni, l’uso del telefono cellulare e il mancato utilizzo del casco e della cintura di sicurezza, comportamenti che possono avere conseguenze fatali.
Il Codacons Sicilia evidenzia come il sostegno espresso dal Presidente dell’ARS rappresenti un segnale significativo per una campagna che punta a trasformare la prevenzione stradale in esperienza diretta, partecipazione e consapevolezza, unendo educazione, innovazione tecnologica, comunicazione e presenza sul territorio.
L’iniziativa, partita ieri da Catania anche grazie alla collaborazione con UNASCA e con l’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi, nasce con l’obiettivo di utilizzare strumenti nuovi, immediati e vicini al linguaggio delle giovani generazioni, ma si rivolge a tutti gli utenti della strada: automobilisti, motociclisti, neopatentati, studenti e cittadini. Il messaggio è chiaro: una distrazione di pochi secondi, un messaggio letto al volante, una cintura non allacciata o un casco non indossato possono cambiare una vita.
La campagna “Sicurezza Stradale Experience” è solo alla sua prima tappa e proseguirà con nuove attività territoriali, momenti pubblici, contenuti social e iniziative dedicate alla prevenzione. Il progetto, rimarca il Codacons Sicilia, nasce con l’obiettivo di costruire progressivamente un modello concreto e replicabile di educazione alla sicurezza stradale, capace di rendere la prevenzione sempre più accessibile, efficace e vicina ai cittadini.
“Il riconoscimento del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana è per noi un segnale importante — afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons — perché conferma la validità di una campagna che parte dai giovani, ma parla a tutti gli utenti della strada. La sicurezza stradale non può essere affidata a formule astratte: deve diventare esperienza concreta, capace di far vedere, provare e comprendere i rischi che ogni giorno automobilisti, motociclisti, neopatentati, studenti e cittadini possono incontrare. La prevenzione deve uscire dai convegni e arrivare nei luoghi della vita reale, attraverso esperienze dirette, tecnologia, simulazioni e linguaggi immediati. Solo così possiamo trasformare la consapevolezza in responsabilità reale”.
“Ringraziamo il Presidente Galvagno per l’attenzione e il sostegno rivolti a questa iniziativa. Siamo solo all’inizio di un percorso che parte dalla Sicilia e che vogliamo far crescere passo dopo passo, coinvolgendo istituzioni, associazioni, scuola, università e territorio in una battaglia comune per salvare vite e costruire una nuova cultura della guida responsabile”. – conclude Tanasi.