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14.05.2026

Lite condominiale finisce nel sangue: Valeria Razza condannata a 10 anni

di Redazione | 2 min di lettura

La donna è accusata del tentato omicidio della vicina di casa, accoltellata con violenza per un ospite poco gradito

Lite condominiale finisce nel sangue: Valeria Razza condannata a 10 anni
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Dieci anni di reclusione per la 35enne Valeria Razza: è questa la richiesta del Pm Lina Trovato al Gup del Tribunale di Catania in merito al tentato omicidio che la giovane avrebbe compiuto.

Valeria Razza accusata di tentato omicidio per aver accoltellato la vicina

I fatti risalgono allo scorso 20 luglio quando una lite condominiale ha sfiorato la tragedia. Il diverbio è scaturito per la presenza di un ospite non gradito nel condominio.

Il marito della donna – Bryan Jonathan Catania, altro imputato del processo – avrebbe minacciato la vicina di casa Loredana Aiello e il suo ospite, vantandosi di appartenere al clan mafioso Cappello.

Lite condominiale finisce nel sangue

Il conflitto sarebbe degenerato poco dopo: la 35enne avrebbe preso un coltello e colpito con violenza cieca la vicina. Sarebbero stati inferti più colpi in rapida successione davanti agli occhi delle sue due figlie. Stando agli atti, alcuni presenti sarebbe riusciti inizialmente a fermarla, per poi riprendere l’aggressione poco dopo.

La vittima, in codice rosso, è riuscita ad arrivare in Pronto Soccorso: nonostante le vistose ferite, Loredana Aiello ha vinto la sua battaglia contro la morte.

Secondo la difesa dell’imputata non si tratta di tentato omicidio

La vittima, già costituita parte civile, è assistita all’Avv. Francesca Licitra, che in data odierna ha depositato comparsa conclusionale e nota spese. 

La difesa dell’imputata, rappresentata dall’Avvocato Giuseppe Lipera, ha contestato la qualificazione giuridica del fatto prospettata dalla Procura, chiedendo la derubricazione del reato da tentato omicidio a lesioni personali

Secondo la prospettazione difensiva, infatti, la documentazione sanitaria acquisita agli atti dimostrerebbe che le lesioni riportate dalla donna sono risultate guaribili in soli dieci giorni e non hanno interessato organi vitali. Circostanze che, secondo la difesa, mal si concilierebbero con la contestazione del tentato  omicidio. 

L’Avvocato Lipera ha inoltre chiesto il riconoscimento della circostanza attenuante della provocazione, da ritenersi prevalenti rispetto alle aggravanti contestate, invocando il minimo trattamento sanzionatorio previsto dalla legge. 

All’esito dell’udienza, il Gup ha disposto il rinvio del procedimento al prossimo 25 giugno per repliche e decisione.

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