Assassinio del pensionato Lo Turco a Mongiuffi Melia: Lo Giudice condannato a 30 anni

Assassinio del pensionato Lo Turco a Mongiuffi Melia: Lo Giudice condannato a 30 anni

MESSINA – A meno di sei mesi dal tragico omicidio del pensionato Pietro Lo Turco, il quale cadavere è stato ritrovato l’1 ottobre di un anno fa nelle campagne di Mongiuffi Melia, in provincia di Messina, è stata pronunciata dal Gip del Tribunale di Messina la sentenza a carico di Leonardo Lo Giudice.

L’uomo è stato condannato alla pena massima determinata per effetto della scelta del rito abbreviato: 30 anni di reclusione per omicidio aggravato. A suo carico, il giudice ha disposto anche l’applicazione delle pene accessorie dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dell’interdizione legale per la durata della pena e inoltre lo ha condannato al risarcimento alle parti civili con una provvisionale di 50mila euro per ciascuna.

Leonardo Lo Giudice era stato arrestato dai carabinieri di Taormina il 22 dicembre scorso in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento restrittivo aveva recepito gli esiti della complessa attività di indagine a seguito dell’omicidio del pensionato 64enne. La vittima si era recata in un fondo agricolo per compiervi alcuni lavori ed era stata affrontata e uccisa con tre colpi di fucile semiautomatico cal. 12 caricato a pallettoni, esplosi alla testa da distanza ravvicinata.





L’attività investigativa ha consentito di identificare l’autore del delitto, individuato sulla base della riconducibilità del materiale balistico trovato sulla scena del crimine ad un’arma di sua proprietà, e di fare piena luce sul movente dell’omicidio, da ricondurre ai frequenti dissidi legati ai cattivi rapporti di vicinato tra il pensionato e il suo assassino. Tutto risolto tramite costanti interrogatori, sopralluoghi, perquisizioni, intercettazioni telefoniche e visione delle immagini di videosorveglianza.

Da tali perquisizioni, è stato rintracciato il fucile calibro 12 semiautomatica Breda, legalmente detenuto da Lo Giudice. L’arma, sottoposta poi ad accertamenti tecnico scientifici nei locali del Ris di Messina, è risultata poi essere quella con cui l’assassino aveva freddato Lo Turco.