Le parole dell'amministratore delegato Pietro Ciucci
“Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la società è totalmente estranea. Confermiamo la massima disponibilità a collaborare con le Autorità inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto”.
Ad affermarlo è l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, in relazione all’indagine della Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione dell’opera pubblica.
“La società – dichiara Ciucci – prosegue nel suo impegno di realizzare il Ponte sullo Stretto con massima trasparenza per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal governo conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei Conti nelle sue delibere così come dettagliatamente definito dal DL Commissari dell’11 marzo 2026“.
Sulla base di quanto emerge da una nota diffusa dall’ufficio giudiziario, quest’ultimo ha delegato i carabinieri del Ros all’esecuzione di un decreto di perquisizione a carico di tre persone, le quali avrebbero tentato di condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo.
Si tratta di Giacomo Saccomanno, avvocato 71enne della provincia di Reggio Calabria, già Consigliere di amministrazione della società “Stretto di Messina Spa”, di Vincenzo Virgiglio, imprenditore 65enne reggino, residente a Roma e di Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti 70enne (in quiescenza dal febbraio 2026).
Sono indagati in concorso tra loro, per corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio.