PALERMO – Erano stati arrestati per l’omicidio di Massimiliano Milazzo (26 anni) , e oggi sono stati condannati all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Palermo.

In foto Massimiliano Milazzo, 26 anni
Nel giugno del 2013, Pasquale Merendino e Giuseppe Correnti avevano torturato e ucciso il 26enne di Misilmeri. Dopo avergli mozzato una mano con una zappa, i due aguzzini avrebbero bruciato e occultato il corpo del ragazzo.
I motivi che avrebbero portato all’uccisione di Milazzo sarebbero legati a dei contrasti tra la vittima e i due condannati. Tali divergenze sarebbero avvenute per motivi collegati alla gestione dello spaccio di droga e per alcuni furti commessi dallo stesso Milazzo. La vittima, infatti, aveva dei precedenti per furto e spaccio e sarebbe stata uccisa, secondo i pm, poiché considerata un cane sciolto. Gli sarebbe inoltre stata mozzata la mano per rendere evidente il significato dell’atroce gesto commesso.
Il 26enne e Merendino, fratello di un mafioso del paese, sarebbero stati ripresi dalle telecamere di un bar mentre si allontanavano insieme il giorno della scomparsa. Poco prima, la stessa telecamera avrebbe filmato il passaggio di una macchina guidata da Correnti, rientrata qualche ora dopo a Misilmeri. Poco dopo, in paese, sarebbe tornato Merendino da solo.
A rendere ancora più difficile la posizione dei due imputati, oltre alle riprese “sospette”, le dichiarazioni del pentito Andrea Lombardo, ex uomo d’onore della famiglia di Altavilla Milicia.
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