Il parlamentare regionale tiene a sottolineare il carattere di particolare urgenza della convocazione
L’On. Angelo Cambiano, deputato all’Assemblea Regionale Siciliana, protocollando una nota a propria firma, ha formalmente richiesto all’Assessore regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea la convocazione urgente di un incontro istituzionale dedicato al riconoscimento delle misure di compensazione economica in favore delle marinerie siciliane interessate dalle attività connesse al progetto Argo-Cassiopea.
L’iniziativa nasce dalle necessità di tutelare un comparto che da tempo affronta una situazione di difficoltà, aggravata dall’aumento dei costi di esercizio, dalla progressiva riduzione delle aree effettivamente pescabili e dalle limitazioni operative che incidono pesantemente sulla redditività delle imprese della pesca.
A tali problemi, si aggiungono gli ulteriori effetti derivanti dalle attività previste nell’ambito del progetto Argo-Cassiopea e, in particolare, dalla conversione del pozzo Gemini 1 da pozzo di esplorazione a pozzo di produzione.
“La pesca rappresenta un settore fondamentale per l’economia e l’identità della Sicilia. Le marinerie non possono continuare a sopportare sacrifici e restrizioni senza il pieno riconoscimento delle compensazioni previste. È indispensabile avviare immediatamente un confronto istituzionale che consenta di definire criteri chiari, tempi certi e garanzie concrete per i pescatori coinvolti”, dichiara l’On. Angelo Cambiano.
Considerato che, secondo il cronoprogramma dell’intervento, le attività estrattive dovrebbero prendere avvio nelle prossime settimane, il parlamentare regionale tiene a sottolineare il carattere di particolare urgenza della convocazione, affinché venga definito un percorso condiviso tra tutti i soggetti interessati prima dell’inizio delle operazioni.
“L’obiettivo – conclude Cambiano – è assicurare che lo sviluppo di opere strategiche possa procedere nel rispetto delle comunità costiere e delle imprese della pesca, evitando che il peso di tali interventi ricada esclusivamente su chi vive quotidianamente del mare.”