A 35 anni dall’omicidio, Palermo ricorda Libero Grassi, l’imprenditore ucciso dalla mafia per essersi rifiutato di pagare il pizzo
Sono passati 35 anni dall’omicidio di Libero Grassi, l’imprenditore palermitano assassinato dalla mafia il 29 agosto 1991 dopo essersi rifiutato di pagare il pizzo.
Questa mattina, alle 7.30, l’ora dell’omicidio, Grassi è stato ricordato in via Vittorio Alfieri, nel luogo in cui il commando entrò in azione.
Come ogni anno, i figli Alice e Davide hanno dipinto di rosso il marciapiede e affisso il manifesto scritto a mano, scelto dalla famiglia al posto di una targa commemorativa.
“Il 29 agosto 1991 è stato assassinato Libero Grassi, imprenditore, uomo coraggioso, ucciso dalla mafia, dall’omertà dell’associazione degli industriali, dall’indifferenza dei partiti, dall’assenza dello Stato”, si legge.
Alla commemorazione erano presenti, tra gli altri, il prefetto di Palermo Massimo Mariani, l’assessore regionale Nuccia Albano, l’assessore comunale Maurizio Carta, il presidente della Corte d’Appello Antonio Balsamo e il procuratore aggiunto Vito Di Giorgio.
Presenti anche i vertici di Guardia di finanza, carabinieri e polizia, Tano Grasso, presidente onorario del Fai, la Federazione antiracket italiana, Antonello Cracolici, presidente della commissione Antimafia dell’Ars, e Leoluca Orlando, eurodeputato.
“A trentacinque anni dall’uccisione di Libero Grassi, il suo esempio resta un riferimento per chi fa impresa. Ebbe il coraggio di dire no al racket quando esporsi significava rischiare in prima persona. Chi sceglie la legalità non può essere lasciato solo”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
“Per questo – aggiunge – abbiamo messo in campo strumenti diversi a sostegno delle imprese. Per quelle vittime di usura ed estorsione sono previsti interventi fino a 200 mila euro, con un fondo che rifinanziamo periodicamente in presenza di nuove domande. A questo si aggiungono i 4 milioni del Fondo Sicilia destinati alle aziende sottoposte a misure di prevenzione, con procedure che abbiamo semplificato anche raccogliendo le indicazioni arrivate attraverso la Commissione regionale Antimafia. La denuncia resta decisiva: chi subisce minacce o richieste estorsive si rivolga alle forze dell’ordine e alle istituzioni. La Regione farà la sua parte”.
In rappresentanza del governo regionale, il presidente Schifani ha delegato l’assessora Nuccia Albano alla cerimonia di commemorazione di questa mattina.