Al centro dell’inchiesta della Dda di Messina le elezioni comunali del giugno 2024.
Il sindaco di Spadafora, Letterio Pistone, è stato sospeso dalla carica dopo essere stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta per scambio elettorale politico-mafioso e corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso.
Il provvedimento di sospensione è stato emesso dalla Prefettura di Messina, che ha dichiarato “la sussistenza della causa di sospensione dalla carica”. L’atto è stato notificato al Comune per l’esecuzione.
La Prefettura ha inoltre precisato che resta ferma “la presunzione di non colpevolezza fino a prova contraria e al passaggio in giudicato delle sentenze, nonché i successivi approfondimenti nelle opportune sedi giudiziarie”.
La misura cautelare nei confronti di Pistone è stata eseguita dai carabinieri della Compagnia di Milazzo e riguarda anche due fratelli di 75 e 71 anni, ritenuti dagli investigatori contigui al clan dei Barcellonesi.
L’ordinanza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari di Messina su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nel corso del procedimento.
Al centro delle indagini ci sono le elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno 2024, al termine delle quali Pistone venne eletto sindaco alla guida di una lista civica.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il primo cittadino avrebbe ottenuto il sostegno elettorale dei due fratelli, che avrebbero procurato voti facendo leva sulla loro influenza sul territorio e sulla percezione della loro vicinanza alla criminalità organizzata.
Gli investigatori stanno ricostruendo i rapporti e le interlocuzioni avvenute durante la campagna elettorale per verificare l’esistenza di un presunto accordo finalizzato a orientare il voto.
L’inchiesta riguarda anche alcuni provvedimenti che sarebbero stati adottati dopo l’insediamento dell’amministrazione comunale.
Secondo l’accusa, il sindaco avrebbe favorito i due indagati attraverso una serie di atti amministrativi, tra cui assegnazioni di parcheggi pubblici su aree vicine a immobili privati, sgravi e agevolazioni sull’Imu e procedure agevolate per l’acquisizione di documentazione utile alla definizione di pratiche.
Gli accertamenti riguardano anche cambi di destinazione d’uso di immobili. Gli inquirenti dovranno stabilire se tali provvedimenti siano stati adottati come contropartita del presunto sostegno elettorale.