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10.05.2019

Quando la Camorra tocca i bambini: la lotta di Noemi, dalla sparatoria al risveglio. “Datemi le mie bambole”

di Redazione
Quando la Camorra tocca i bambini: la lotta di Noemi, dalla sparatoria al risveglio. “Datemi le mie bambole”

Aveva fatto scalpore la notizia di un agguato a sfondo camorristico avvenuto lo scorso 3 maggio a Napoli, in piazza Nazionale. Il bilancio della sparatoria era stato di tre feriti, tra i quali ha spiccato quello delle piccola Noemi di appena 4 anni. Il probabile obiettivo del sicario era il pregiudicato Salvatore Nurcaro, anch’egli ferito, ma i proiettili vaganti hanno preso anche la bambina e la nonna.

Il proiettile che ha raggiunto Noemi le ha trapassato i polmoni e si è conficcato in una costola. La piccola è stata trasportata in ospedale in gravissime condizioni ed è stata operata la sera stessa. Dopo l’intervento è stata messa in stato di coma indotto.

Al momento dell’agguato era al mercato di piazza Nazionale con la nonna (ferita a un gluteo), la mamma e un’amichetta della stessa età (fortunatamente illese). La brutalità della Camorra ha colpito un’altra volta non solo persone innocenti, ma anche i bambini.

Dopo la paura è sorta l’indignazione più totale. Dalle dichiarazioni dei politici alle marce di protesta contro la mafia, fino ad arrivare alla fiaccolata davanti all’ospedale Santobono dove è ricoverata la piccola vittima.

Messaggi di vicinanza, preghiere che, uniti al gran lavoro dei medici, hanno in qualche modo contribuito alla lieta notizia delle scorse ore. Noemi si è risvegliata in mattinata, tra la commozione e l’emozione di genitori e medici. La bambina è stata stubata ed è vigile e cosciente, come dimostra l’infermiera che era accanto a lei al momento del risveglio. Secondo le sue parole, infatti, la piccola avrebbe subito chiesto di avere le sue bambole.

Attraverso un bollettino medico l’ospedale Santobono ha fatto sapere che Noemi è stata portata a uno stato di sedazione non profonda e attualmente evidenzia una valida respirazione spontanea, supportata da ossigeno ad alti flussi, senza necessità di ventilazione meccanica. Un ottimo risultato anche per la sanità campana, come dichiarato dal direttore generale dell’Azienda ospedaliera Santobono-Pausilipon, Anna Maria Minicucci, la quale ha comunque predicato calma dato che si potrebbero verificare altre condizioni di instabilità.

Nello stesso giorno del risveglio, inoltre, un’altra bella notizia. Sarebbe stato arrestato il presunto responsabile dell’agguato, Armando Del Re. Anche il fratello Antonio, possibile complice della sparatoria, sarebbe stato fermato. Sono entrambi accusati di tentato omicidio premeditato.

Immagine di repertorio

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