L’Italia si appresta a passare alla “Fase 2” e la prima cosa da fare, in assoluto, è prevenire per evitare di vanificare ogni sforzo attuato fino ad ora. A tal proposito, l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato un vademecum con delle precise indicazioni per la gestione degli ambienti chiusi, sia domestici che lavorativi, per la prevenzione della trasmissione del Covid-19.
L’obiettivo fondamentale per contrastare la diffusione dell’epidemia è quello di garantire la qualità dell’aria indoor per la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori. Il rapporto, infatti, fornisce una serie di raccomandazioni da seguire nei vari ambienti per mantenere un buon livello di qualità dell’aria in relazione al contenimento del rischio di contagio.
Dopo una prima parte introduttiva in cui si fa una distinzione tra ambienti domestici (“come le abitazioni in cui interagiscono quotidianamente esclusivamente i nuclei familiari, dove si è obbligati a passare la maggior parte della giornata e dove si svolgono attività lavorative e didattiche a distanza attraverso le tecnologie digitali“) e ambienti lavorativi progettati con standard dedicati agli specifici scopi (“come uffici, strutture sanitarie, banche, poste, farmacie, parafarmacie, supermercati, aeroporti, stazioni e mezzi pubblici in cui interagiscono, per le diverse esigenze, dipendenti, visitatori temporanei, operatori di ditte esterne, clienti, fornitori e viaggiatori“), si passa a dettare le singole misure generali per i due luoghi.
La cosa fondamentale è il ricambio d’aria, tramite la ventilazione naturale degli ambienti, evitando aria troppo secca e attuando un’accurata pulizia anche tramite disinfettanti.