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17.09.2026

Settembre si tinge di giallo: quando a parlare sono i ragazzi

di Agata Gamuzza | 7 min di lettura

settembre mese della prevenzione al suicidio: perché una frase come “avrei dovuto avere 12 anni per sempre” è un campanello d’allarme

Settembre si tinge di giallo: quando a parlare sono i ragazzi
Indice

Settembre è un mese che, negli ultimi anni, è diventato sempre più legato alla sensibilizzazione sulla prevenzione del suicidio. Il 10 settembre ricorre infatti la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, istituita nel 2003 dall’International Association for Suicide Prevention (IASP) insieme all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), con l’obiettivo di riportare l’attenzione sulla possibilità di prevenire le morti per suicidio e sull’importanza di parlare apertamente di salute mentale.

Ma settembre, sui social, ha assunto anche un significato più personale e generazionale. È comparso infatti un trend nel quale alcuni ragazzi utilizzano il colore giallo accompagnandolo a frasi legate alla propria età e al tempo che passa. Tra quelle che stanno circolando si legge: “Settembre è giallo perché fra poco avrò 19 anni, ma avrei dovuto averne 12 per sempre“.

Una frase breve, apparentemente legata soltanto al compleanno e alla crescita, che nasconde però un significato molto più doloroso.

Perché proprio il giallo?

Il giallo è diventato uno dei colori associati alla sensibilizzazione sulla prevenzione del suicidio. La IASP spiega che, nella scelta di un simbolo universale per la prevenzione, giallo e arancione erano i colori maggiormente ricorrenti nelle campagne già esistenti. Nel 2016 l’associazione ha quindi lanciato un nastro internazionale per la sensibilizzazione sulla prevenzione del suicidio, caratterizzato proprio dall’unione di questi due colori.

Il giallo, inoltre, è utilizzato da iniziative specifiche dedicate alla prevenzione del suicidio, come il Yellow Ribbon Suicide Prevention Program.

Il colore, dunque, non dovrebbe essere interpretato come un simbolo della morte, ma come un richiamo alla consapevolezza, al dialogo e alla possibilità di chiedere aiuto.

Il dato che riguarda i più giovani

Dietro le campagne di sensibilizzazione non ci sono soltanto slogan. I dati mostrano quanto la salute mentale degli adolescenti e dei giovani meriti attenzione.

Secondo l’OMS, una persona su sette tra i 10 e i 19 anni vive con un disturbo mentale. Tra le principali condizioni che riguardano gli adolescenti ci sono depressione, ansia e disturbi comportamentali. L’OMS indica inoltre il suicidio come la terza causa di morte nella fascia 15-29 anni a livello globale.

In Italia, secondo gli ultimi dati Istat disponibili sulle cause di morte, nel 2022 si sono registrati 3.874 decessi per suicidio e il 13,6% riguardava persone tra i 15 e i 34 anni. Tra i giovani con disagio mentale diagnosticato deceduti per suicidio, il 48,5% presentava un disturbo dell’umore di tipo depressivo.

Sono numeri che non raccontano le singole storie, ma aiutano a capire perché parlare di prevenzione non sia soltanto una questione da affrontare quando accade una tragedia.

“Avrei dovuto averne 12 per sempre”: cosa ci sta dicendo questa frase?

Forse è proprio questo l’aspetto più difficile da ignorare del trend.

Un adolescente dovrebbe guardare agli anni che arrivano pensando a ciò che ancora deve vivere: il diploma, l’università, il primo lavoro, un viaggio, un amore, gli amici, gli errori, le esperienze che ancora non conosce.

Eppure, sui social, compaiono frasi che raccontano una generazione che a volte sembra avere già nostalgia della propria infanzia.

Il problema non è il singolo video. Il problema è chiedersi perché un ragazzo possa arrivare a pensare di farla finita quando ancora ha davanti una vita intera?

Dietro una frase pubblicata su TikTok potrebbe esserci semplicemente malinconia. Potrebbe esserci una moda. Potrebbe esserci il ricordo di un periodo felice. Ma potrebbe anche esserci una sofferenza reale.

E non possiamo sapere quale delle quattro sia senza parlare con quella persona.

I social possono essere anche un luogo in cui chiedere aiuto

I social vengono spesso accusati di amplificare il disagio degli adolescenti. Ma il rapporto è più complesso. L’OMS sottolinea che gli ambienti digitali possono avere un ruolo sia positivo sia negativo nella prevenzione del suicidio: possono contribuire a indebolire gli sforzi di prevenzione, ma possono anche diventare strumenti per informare, creare connessioni e favorire l’accesso al sostegno.

Per questo, davanti a un contenuto preoccupante, la risposta non dovrebbe essere soltanto “non pubblicare queste cose”.

Dovrebbe essere anche “come stai davvero?“.

Perché dietro uno schermo non vediamo sempre la persona che abbiamo davanti. Vediamo una frase, una fotografia, un video di pochi secondi. Non vediamo necessariamente quello che è successo prima di premere “pubblica”.

Settembre, allora, non dovrebbe essere soltanto giallo

Il senso della prevenzione non è aspettare che qualcuno pronunci la frase perfetta per capire che sta male.

È imparare ad accorgersi dei cambiamenti, creare spazi nei quali parlare senza vergogna e soprattutto rendere normale chiedere aiuto.

Perché forse la domanda più importante da fare davanti a una frase come “avrei dovuto avere 12 anni per sempre” non è “perché lo hai scritto?”.

È molto più semplice: “Cosa ti è successo per arrivare a desiderare di non crescere più?“.

E, qualche volta, ascoltare davvero la risposta può essere già un primo passo.

La prevenzione del suicidio non riguarda soltanto chi sta vivendo una crisi. Riguarda anche gli amici, i genitori, gli insegnanti, gli educatori e tutti coloro che possono scegliere di non ignorare un segnale.

Settembre può essere giallo.

Ma il messaggio più importante non è il colore.

È ricordare ai ragazzi che il futuro non è qualcosa da temere o da affrontare da soli.

La parola ai ragazzi

Abbiamo fatto un sondaggio a ragazzi tra i 15 e i 20 anni, chiedendo perché per loro settembre “è giallo”, queste sono state le risposte:

Settembre è giallo perché non sai mai cosa passa fra la testa della gente-le stesse persone si cui ti fidi ti tradiscono-molte volte trovi solo una soluzione per liberarti da tutti quei pensieri- perché molte persone non sarebbero ancora qui se non l’ avessero supportate – è giallo perché molti c’è l’hanno fatta con le proprie forze non avendo con cui confrontarsi fra famiglia e amici o semplicemente perché oramai dire che fai un percorso psicologico è quasi una vergogna perché al giorno d’oggi ci sono famiglie che sottovalutato molto. È giallo perché molte volte ti prendono in giro per qualsiasi cosa che può iniziare dal colore della pelle a chi è “diverso”. È giallo perché tutto ciò non va sottovalutato” – A. 15 anni.

settembre giallo è importante perché se non fosse stato per questo colore centinaia di vite si sarebbero interotte prematuramente, settembre giallo è importante perché molti genitori hanno ancora i loro figli in vita grazie a persone che sono riuscite a far Sentire le loro voci e le loro storie. Settembre giallo è importante perché l’indifferenza uccide, non basta voltarsi dall’ altro lato per far scomparire un problema” – M. 16 anni.

Settembre è giallo perché io sono ancora qui. È giallo perché, anche se quel pensiero continua a sfiorarmi ogni giorno, oggi so che non gli lascerò più prendere il controllo della mia vita. È giallo perché anche io a 14 anni avevo giurato a me stessa che non avrei mai compiuto 15 anni, e invece tra poco ne compirò 19. Per tanto tempo ho pensato al giallo soltanto come al colore della paura, del dolore, di qualcosa che non riuscivo a spiegare. Oggi, invece, è anche il mio colore preferito. Perché quel giallo mi ricorda che sono sopravvissuta a una versione di me che non riusciva a immaginare un futuro. E quel futuro, adesso, ce l’ho davanti. Non è sempre facile, non è sempre luminoso, ma è mio. Settembre è giallo perché sono ancora qui. E, forse, questa è la cosa più importante che oggi posso raccontare” – A. 18 anni.

Settembre è giallo perché bisogna stare realmente vicino alle persone che si amano, perché non si può mai sapere cosa si cela dietro l’apparente felicità di qualcuno ed è importante ascoltare tutto ciò che hanno da dire e cogliere eventuali e anche minimi messaggi di malessere, anche un piccolo gesto può aiutare qualcuno a non lasciarsi andare del tutto” – G. 20 anni.

Settembre è il mese dei colori caldi. A settembre il cielo si fa più scuro. A settembre le foglie cominciano a ingiallirsi, cadono dall’albero che prima le ospitava e si accumulano sul lato del marciapiede. A settembre comincia a fare più fresco, a settembre si fa spazio a quello che è il periodo autunnale. E anche se l’atmosfera non sia per tutti, non è meraviglioso, vedere questi cambiamenti? Anche la foglia più bella cade, e alcune di loro fanno un suono bellissimo quanto schiacciate. E prima o poi ne nascerà un’altra, di foglia, una più forte e più bella e splendente di prima, una stupenda a vedersi e che donerà le tonalità più belle alla natura circostante. Il cambiamento può frustrare, ma alla fine, dipende tutto da come è osservato. Ed è meraviglioso, sapere che si ha la possibilità di notarlo ogni giorno, perché ogni nuova giornata è una occasione per andare avanti e osservare il cambiamento dato da ciò che abbiamo attorno. Ogni giorno è bello perché imprevedibile. Ogni giorno è bello perché vi è la possibilità di vederlo. Ogni giorno è bello per osservare quella tonalità ingiallita. Il colore è caldo, ti conforta. Il colore è bello da osservare ogni momento possibile. Il giallo è proprio bello“. – A. 17 anni.

Numeri utili

Come sempre, vi ricordiamo che sono attivi alcuni numeri verdi a cui chiunque può rivolgersi per ricevere supporto e aiuto psicologico:

  • Telefono Amico: 199.284.284;
  • Telefono Azzurro: 1.96.96;
  • Progetto InOltre: 800.334.343;
  • De Leo Fund: 800.168.678.
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