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26.08.2026

Traffico internazionale, catanese si sottrae al carcere e viene ritrovato a Reggio Calabria

di Redazione | 1 min di lettura

L'uomo, fermato nei pressi di uno stabilimento balneare dell'alto ionico reggino, è stato sorpreso con un documento d'identità falso

Traffico internazionale, catanese si sottrae al carcere e viene ritrovato a Reggio Calabria
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Nell’ambito di un’inchiesta su un ampio traffico di stupefacenti internazionale la squadra mobile di Reggio Calabria ha arrestato un 59enne, di origini sidernesi, sottrattosi all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Catania. Tale provvedimento, emanato il 15 luglio scorso, era stato richiesto dalla Dda del capoluogo etneo, la quale si era rivolta ai colleghi calabresi in quanto esperti nel settore.

Arrestato per traffico internazionale un 59enne: il carico a sua disposizione sarebbe stato di circa 2 tonnellate di cocaina

Secondo quanto emerso, inoltre, alcuni indagati sarebbero accusati di aver agito con il metodo mafioso, così da agevolare le attività del clan Cappello-Bonaccorsi.

L’accusa sostiene quindi che l’arrestato, insieme ad altri complici catanesi, avrebbe provato a importare in Italia un’enorme quantità di cocaina, quasi due tonnellate, prendendo parte alle ricerche del carico abbandonato in mare da altri sodali, a largo delle coste di Catania.

Il recupero dello stupefacente non sarebbe, però, andato in porto a causa dell’intervento sul luogo dei militari della guardia di finanza. Venuti poi a conoscenza dell’irreperibilità dell’uomo, gli investigatori della squadra mobile reggina, hanno avviato un’attività di osservazione di luoghi e persone frequentati in passato dall’indagato.

Quest’ultimo, infatti, ha insospettito le autorità in quanto già noto per dei reati precedenti di associazione mafiosa di tipo ‘ndranghetistico, stupefacenti, armi ed estorsione.

Per tale motivo, nel pomeriggio di ieri, i poliziotti di Reggio Calabria hanno notato due persone in una località costiera dell’alto ionico reggino, intente a raggiungere la spiaggia di uno stabilimento balneare. Insospettiti, quindi, hanno deciso di avvicinarsi alla coppia riuscendo così a riconoscere il ricercato, il quale aveva con sé un documento di identità falso. A peggiorare la situazione durante l’arresto il tentativo, da parte dell’uomo, di liberarsi del proprio telefono gettandolo in mare, poi recuperato dagli agenti.

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