È scontro a Palermo sul nuovo percorso per Comunioni e Cresime
È scontro a Palermo sul nuovo percorso per Comunioni e Cresime. La Curia ha previsto un cammino catechistico della durata di cinque anni, ma la scelta ha provocato la protesta degli operatori economici legati a Confimprese, preoccupati per le conseguenze sulle attività che ruotano attorno alle cerimonie.
A quantificare le ricadute è il presidente di Confimprese, Giovanni Felice, che parla di un danno economico pari a 20 milioni di euro nell’ultimo anno. Prima dell’introduzione del nuovo percorso, secondo l’associazione, nel capoluogo siciliano si celebravano oltre 3mila Comunioni all’anno, con un indotto che coinvolge ristoratori, fiorai, fotografi e negozi di abbigliamento per cerimonie.
Da qui la proposta avanzata all’arcivescovo Corrado Lorefice: introdurre un percorso transitorio intensivo per i bambini più grandi, così da consentire loro di completare prima il nuovo ciclo di preparazione e permettere la ripresa delle Prime Comunioni nel 2027.
La posizione dell’Arcidiocesi, però, resta ferma. Il progetto catechistico diocesano, avviato nel 2024 dopo anni di confronto, secondo la Curia punta al bene delle famiglie e alla crescita personale e comunitaria dei bambini.
L’Arcidiocesi considera la soluzione proposta dalle organizzazioni di categoria incompatibile con lo spirito della riforma: accorciare il percorso, sostiene, rischierebbe di svuotare il significato del progetto catechistico.
Pur dichiarando di comprendere le difficoltà attraversate dal tessuto produttivo locale, la Curia ha quindi chiarito di non voler tornare indietro sulla nuova impostazione.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Palermo Roberto Lagalla che, dopo aver incontrato gli operatori economici, ha scritto all’arcivescovo Lorefice auspicando una soluzione capace di tenere conto delle loro preoccupazioni senza modificare l’impianto della riforma.
Dopo l’intervento del primo cittadino, Confimprese ha annullato il sit-in che era stato programmato davanti alla Curia.