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22.09.2026

Cadavere di una donna trovato in un cortile a Messina, svolta nelle indagini: 22enne in carcere per omicidio

di Redazione | 1 min di lettura

L'identificazione e la confessione

Cadavere di una donna trovato in un cortile a Messina, svolta nelle indagini: 22enne in carcere per omicidio
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Svolta nelle indagini sul cadavere di una donna rinvenuto lo scorso 14 agosto a Messina, in avanzato stato di decomposizione, nel cortile adiacente a un immobile disabitato del centro cittadino.

Nella mattinata di oggi, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 22enne di nazionalità tunisina, gravemente indiziato dell’omicidio.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Messina, su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito delle indagini condotte dalla Squadra Mobile.

Le immagini prima del delitto

Un ruolo centrale nella ricostruzione sarebbe stato svolto dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nei pressi del luogo in cui è stato ritrovato il corpo e dalle testimonianze raccolte dagli investigatori.

Secondo quanto ricostruito, nella serata dell’11 agosto 2026 la donna sarebbe entrata nel cortile dell’immobile disabitato attraverso un foro nella recinzione. A poca distanza sarebbe stata seguita da un uomo che, dopo averla rincorsa, l’avrebbe raggiunta all’ingresso dell’area.

Tra i due sarebbe nata una discussione, quindi anche l’uomo sarebbe entrato nello spazio adiacente allo stabile. Tre giorni dopo, proprio in quel cortile, sarebbe stato rinvenuto il cadavere della donna.

L’identificazione e la confessione

Le successive indagini della Squadra Mobile avrebbero permesso di identificare il giovane ripreso sulla scena. Il 22enne si trovava già detenuto da alcune settimane per altri fatti.

Secondo quanto comunicato dalla Procura, interrogato dal Pubblico Ministero, il giovane avrebbe confessato di aver commesso l’omicidio.

Alla luce degli elementi raccolti, la Procura ha chiesto l’applicazione della misura cautelare, poi disposta dal Gip ed eseguita questa mattina dalla Polizia di Stato.

Il 22enne è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna e il provvedimento cautelare può essere impugnato nelle forme previste dalla legge.

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