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29.06.2026

Torre Faro, 15enne muore investita da una moto. L’ultima stretta di mano ad una sconosciuta

di Redazione | 6 min di lettura

Il motociclista, un 20enne, è stato sottoposto agli accertamenti tossicologici e alcolemici. Indagini in corso sulla dinamica dell'incidente

Torre Faro, 15enne muore investita da una moto. L’ultima stretta di mano ad una sconosciuta
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Una serata d’estate si è trasformata in tragedia a Torre Faro, nel Messinese, dove una ragazza di appena 15 anni, Giulia Scimone, ha perso la vita dopo essere stata investita da una moto. Il drammatico incidente è avvenuto intorno alle 23 di ieri in via Circuito, nei pressi del locale Peloro Games e dell’ufficio postale.

Le condizioni della giovane sono apparse subito gravissime. Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i sanitari del 118, che hanno tentato disperatamente di salvarle la vita. La 15enne è stata trasportata d’urgenza in ospedale, ma è deceduta durante il tragitto a causa delle gravissime lesioni riportate.

Arrestato il motociclista

Secondo una prima ricostruzione, la ragazza sarebbe stata investita da una moto condotta da un 20enne, rimasto a sua volta ferito nell’impatto.

Nella mattinata di oggi il giovane è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale.

Come previsto dalla normativa, è stato sottoposto agli accertamenti alcolemici e tossicologici per verificare l’eventuale assunzione di alcol o sostanze stupefacenti. Gli esiti degli esami non sono ancora stati resi noti.

Al vaglio la dinamica dello schianto

Le indagini sono affidate alla Polizia Municipale di Messina, intervenuta sul luogo dell’incidente con una pattuglia della sezione Infortunistica. Gli agenti stanno ricostruendo l’esatta dinamica dello schianto attraverso i rilievi tecnici e le testimonianze raccolte sul posto.

La morte di Giulia Scimone ha profondamente scosso la comunità di Torre Faro e l’intera città di Messina, lasciando sgomenti familiari, amici e quanti conoscevano la giovane vittima.

L’ultima stretta di mano ad una sconosciuta

Toccante un post sui social di “La casa di Giulia, libreria ed altre cose”, che così ha scritto: “Ci sono mattine in cui alzare la saracinesca è un gesto semplice. E poi ci sono mattine come questa. Questa mattina apriremo la porta della libreria con un peso nel cuore che le parole faticano a raccontare.

La notte appena trascorsa ha portato via una ragazza, poco più che una bambina, che aveva davanti tutta la vita. Una giovane come tante, uscita di casa per trascorrere una serata con le amiche, senza immaginare che non avrebbe più fatto ritorno.

Mia figlia Giulia è stata testimone di quella tragedia. Le è rimasta accanto fino all’ultimo, stringendole la mano perché nessuno dovrebbe affrontare da solo gli ultimi istanti della propria vita. È tornata a casa con un dolore che difficilmente si cancellerà.

Oggi, tra gli scaffali della nostra libreria, ci saranno libri, giochi, bambini, sorrisi. Ma ci sarà anche un silenzio diverso. Quello che nasce quando ci si ricorda, improvvisamente e con violenza, quanto sia fragile e carica di mistero la vita. Non conoscevamo quella ragazza. Eppure oggi sentiamo che appartiene anche un po’ alla nostra comunità, perché ogni giovane vita spezzata è una ferita che riguarda tutti.

Apriremo lo stesso. Perché la vita chiede di continuare. Ma lo faremo con il pensiero rivolto ai suoi genitori, alla sua famiglia, ai suoi amici, e a tutti quei ragazzi che ogni sera escono di casa con la promessa implicita di tornare, come era normale fosse per Giulia Scimone com’è normale sia per la nostra Giulia.

Vorremmo che questa tragedia non fosse ricordata soltanto come una notizia di cronaca. Vorremmo che diventasse un richiamo alla responsabilità di ciascuno di noi. Sulla strada non ci sono ostacoli da evitare. Ci sono persone. Dietro ognuna di loro c’è qualcuno che aspetta il loro ritorno.

Oggi La Casa di Giulia aprirà con un sorriso più lieve del solito, con un abbraccio in più per chi entrerà e con un pensiero silenzioso rivolto a una ragazza, Giulia Scimone, coetanea della nostra Giulia, che non conoscevamo, ma che da questa notte porteremo nel cuore.

E apriremo la porta con ben fisse nella mente e nel cuore le parole che Giulia ha voluto scrivere di getto dopo la tragedia di questa notte, in una notte in cui non c’è stato sonno possibile ma tanto dolore e affanno che queste parole siano di conforto ma anche di speranza e di educazione per tutti noi piccoli, giovani e adulti.

‘A te.

Non ci conoscevamo.

Non so quale fosse il tuo sogno più grande, cosa stessi studiando, quale canzone ascoltassi in macchina o quale fosse il tuo posto preferito nel mondo.

So solo che avevi la mia stessa età.

E il mio stesso nome.

Fino a poche ore fa stavi vivendo una serata qualunque con le tue amiche. Una serata che speravamo sarebbe finita con un sorriso, con un “ci vediamo domani”, con un abbraccio prima di tornare a casa.

Invece il destino ha deciso diversamente.

Quando ti ho vista a terra, il tempo si è fermato.

C’erano tante persone intorno a te, ma quasi nessuno trovava il coraggio di avvicinarsi. Io non potevo lasciarti lì, da sola.

Mi sono inginocchiata accanto a te, ti ho preso la mano e l’ho stretta con tutta la forza che avevo. Ti parlavo, anche se non sapevo se riuscissi a sentirmi. Dentro di me pregavo, con gli occhi pieni di lacrime, chiedendo a Dio di non portarti via.

Per un momento mi sembrava che tu fossi ancora lì con me. Sentivo la tua mano rispondere alla mia e continuavo a ripeterti che non eri sola.

Poi, lentamente, ho sentito quella mano lasciarsi andare, e tutto ciò che avevo attorno a me dí colpo svanì, le macchine che passavano, i pianti, le urla.. tutto questo divenne un sottofondo che non riuscivo più a sentire.

È una sensazione che porterò dentro per tutta la vita.

Non dimenticherò mai il tuo volto, quel silenzio, quando arrivò tuo padre.

Correndo verso di noi con gli occhi pieni di disperazione. Mi ha stretto forte le mani e, con una voce che non smetterò mai di sentire nella mia testa, mi ha chiesto: “È ancora qui con noi?”

In quel momento mi si è spezzato il cuore.

Non riuscivo a parlare.

Ho solo abbassato lo sguardo verso di te, mentre le lacrime scendevano senza riuscire a fermarsi.

Non esistono parole per descrivere il dolore di un padre davanti a sua figlia.

Ho capito che alcune immagini non ti abbandonano più.

Voglio parlare a tutti voi che state leggendo.

La vita è terribilmente fragile.

Usciamo di casa convinti che torneremo poche ore dopo.

Salutiamo i nostri genitori, i nostri amici, le persone che amiamo, pensando che ci sarà sempre un domani.

Ma a volte un domani non arriva.

Gli incidenti stradali non sono numeri da leggere in un titolo di giornale.

Sono ragazzi e ragazze che avevano ancora tutta la vita davanti.

Sono famiglie distrutte in pochi secondi.

Sono amici che aspettano un messaggio che non arriverà mai.

Sono padri che corrono disperati chiedendo se la loro bambina sia ancora viva.

Basta una distrazione, un secondo, uno sguardo al telefono.

Qualche chilometro orario in più.

E una vita può spezzarsi per sempre.

Vi chiedo una sola cosa,

Guidate con prudenza.

Rallentate.

Rispettate ogni persona che incontrate sulla strada, perché dietro ogni volto c’è una famiglia che aspetta qualcuno a casa.

E se un giorno vi troverete davanti a una persona che sta lottando tra la vita e la morte, non voltatevi dall’altra parte.

Forse non potrete salvarla.

Ma potrete fare una cosa immensamente importante: farle sentire che non è sola.

Io non sono riuscita a cambiare quello che è successo.

Ma spero che, almeno per quei minuti in cui ho stretto la tua mano, tu abbia sentito che accanto a te c’era qualcuno che non ti avrebbe mai lasciata sola.

Riposa in pace, piccola.

Da oggi porterò il tuo ricordo nel cuore, anche se ci siamo incontrate solo per un istante.

Perché certe persone, pur entrando nella nostra vita per pochi minuti, ci cambiano per sempre”.

07:26