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30.08.2026

“Siamo carabinieri, servono soldi”: anziana capisce tutto e fa scattare la trappola, due arresti

di Redazione | 2 min di lettura

Un'altra presunta "truffa del finto carabiniere" ai danni di un'anziana è stata sventata nel Palermitano

“Siamo carabinieri, servono soldi”: anziana capisce tutto e fa scattare la trappola, due arresti
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Un’altra presunta “truffa del finto carabiniere” ai danni di un’anziana è stata sventata nel Palermitano. Questa volta è accaduto a Godrano, dove due uomini di 30 e 39 anni sono stati arrestati prima che il raggiro potesse essere portato a termine.

Determinante è stata la reazione della vittima che, insospettita dalla telefonata ricevuta, ha avvisato immediatamente il figlio. Da lì la chiamata al 112 e l’intervento dei veri carabinieri.

La telefonata all’anziana: “Servono soldi per una cauzione”

Secondo quanto ricostruito, la donna, residente a Godrano, è stata contattata telefonicamente da alcuni sconosciuti che si sarebbero presentati come appartenenti alle forze dell’ordine.

Con il pretesto di presunte indagini relative a un illecito penale, avrebbero chiesto alla vittima di consegnare denaro e oggetti di valore come cauzione.

Un copione riconducibile alla cosiddetta “truffa del finto carabiniere”, spesso utilizzata per fare leva sulla preoccupazione e sul senso di urgenza delle vittime.

L’anziana non ci casca e chiama il figlio

La donna, però, ha intuito che potesse trattarsi di un tentativo di truffa e non ha consegnato quanto richiesto.

Ha invece contattato il figlio che, raggiunta l’abitazione della madre, ha chiamato il Numero Unico di Emergenza 112, permettendo ai carabinieri della stazione di Godrano di intervenire.

I militari sono così riusciti a individuare e fermare i due presunti responsabili, entrambi palermitani.

Falsi distintivi e documenti con i simboli dell’Arma

Durante le successive perquisizioni, i carabinieri avrebbero trovato materiale che sarebbe stato utilizzato per simulare la qualifica di pubblico ufficiale.

Tra quanto sequestrato figurano una tessera con una riproduzione dei simboli istituzionali dell’Arma dei carabinieri e una carpetta contenente logo ed estratti prestampati riconducibili alla polizia giudiziaria.

L’automobile che sarebbe stata utilizzata dai due è stata inoltre sottoposta a sequestro amministrativo ai fini della confisca.

Arrestati due uomini di 30 e 39 anni

I carabinieri hanno arrestato in flagranza il 30enne, incensurato, e il 39enne, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici, con l’accusa di tentata truffa aggravata.

Entrambi sono stati inoltre denunciati per il possesso di segni distintivi contraffatti.

Il giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha convalidato gli arresti.

Per il 30enne è stato disposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza, mentre nei confronti del 39enne sono stati applicati gli arresti domiciliari.

Gli indagati sono allo stato accusati sulla base degli elementi raccolti durante le indagini. Resta ferma per entrambi la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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