L’emergenza in atto ha costretto anche gli avvocati a lavorare in smartworking. La gran parte di loro ha ricreato in casa il proprio studio, barcamenandosi tra carte, telefonate e processi telematici. Ciò, dovendo pur sempre prestare attenzione ai figli, che studiano da casa dall’inizio del lockdown. Per questo motivo il Decreto Cura Italia ha previsto in loro favore il bonus baby sitting da 600 euro, che copre tutte le prestazioni rese a partire dal 5 marzo per tutto il periodo di chiusura della scuole.
L’art. 23 del decreto stabilisce infatti che i lavoratori autonomi possono chiedere all’Inps un aiuto di 600 euro per l’acquisto di servizi di sorveglianza e di assistenza resi dopo il 5 marzo e per tutto il periodo di chiusura delle scuole. Bonus che viene erogato mediante il libretto famiglia.
E per chi non è iscritto all’Inps, come gli avvocati? Il comma 9 estende tale possibilità anche a loro, purché la Cassa Forense comunichi all’Inps il numero dei beneficiari.
Questi, come ha chiarito la circolare dell’Istituto n. 44 del 24 marzo 2020, per richiedere il bonus potranno comunque utilizzare il modello di domanda predisposto dall’Inps per gli altri lavoratori autonomi, prenotando il relativo budget. Nessun congedo parentale è invece previsto per gli avvocati-genitori.
Non tutti però possono beneficiare del bonus baby sitting. Queste sono le condizioni previste dal decreto per poterlo richiedere:
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