ALTAVILLA MILICIA – Assolta perché ritenuta temporaneamente incapace di intendere e di volere. La Corte d’Appello per i minorenni di Palermo ha ribaltato la sentenza di primo grado nei confronti di Miriam Barreca, coinvolta nella strage di Altavilla Milicia del febbraio 2024.
La giovane, figlia di Giovanni Barreca, era stata condannata con rito abbreviato a 12 anni e 8 mesi di reclusione.
Secondo i giudici, al momento dei fatti la ragazza non era in grado di autodeterminarsi, risultando quindi non imputabile. Una valutazione che ha portato all’assoluzione in secondo grado.
Determinanti sono state le perizie psichiatriche, che hanno evidenziato uno stato di incapacità durante i giorni in cui si consumò la tragedia.
La decisione segna un cambio netto rispetto al giudizio di primo grado, in cui le stesse risultanze tecniche non erano state ritenute sufficienti a escludere la responsabilità penale.
In appello, invece, gli elementi peritali sono stati interpretati come prova dell’incapacità della giovane di comprendere e controllare le proprie azioni.
La strage di Altavilla Milicia aveva profondamente colpito l’opinione pubblica: Miriam era stata inizialmente considerata l’unica sopravvissuta, prima di ammettere il proprio coinvolgimento nelle violenze culminate nell’uccisione della madre e dei fratelli.
Una vicenda complessa, segnata da dinamiche familiari estreme e da un quadro psicologico che resta al centro delle valutazioni giudiziarie.