CATANIA – Tutela della biodiversità marina e contrasto alla pesca illegale: sono questi gli obiettivi al centro dell’operazione regionale “Undersize and Swordfish”, condotta dalla Guardia Costiera sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Catania.
Un’attività articolata e capillare che ha coinvolto l’intera Sicilia orientale, con controlli estesi sia in mare che lungo tutta la filiera commerciale ittica.
Nel mirino dei controlli, in particolare, due ambiti sensibili:
Si tratta di misure fondamentali per proteggere le specie nel loro periodo riproduttivo e garantire la sostenibilità degli ecosistemi marini.
Particolare attenzione è stata riservata al fenomeno della pesca illegale di esemplari allo stadio giovanile, come il novellame di sarda, noto localmente come “neonata” o “mucco”.
Una pratica ancora diffusa che, oltre a essere vietata, comporta gravi danni agli equilibri biologici del mare, soprattutto nei periodi in cui le specie si concentrano sotto costa per riprodursi.
Il dispositivo operativo, coordinato dal Centro di Controllo Area Pesca (CCAP), ha portato a:
Le attività in mare si sono concentrate soprattutto sull’uso regolare di reti da strascico e sciabiche, spesso impiegate illegalmente per la cattura di esemplari giovani.
L’operazione ha fatto emergere numerose irregolarità:
Un bilancio che conferma la diffusione del fenomeno e la necessità di controlli costanti.
Dalle verifiche è emersa una criticità ricorrente: la mancata tracciabilità e le irregolarità nell’etichettatura dei prodotti ittici, riscontrate sia nella distribuzione all’ingrosso che al dettaglio.
A queste si aggiunge l’utilizzo di attrezzature non consentite, rilevato sia nella pesca professionale che in quella ricreativa.