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12.03.2026

Gasolio dall’Est Europa camuffato da liquido anticorrosivo: cinque indagati per frode sulle accise

di Redazione
Gasolio dall’Est Europa camuffato da liquido anticorrosivo: cinque indagati per frode sulle accise
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CATANIA – Un presunto traffico di carburante importato illegalmente dall’Est Europa è stato scoperto nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Catania.

La Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di cinque persone, accusate di sottrazione fraudolenta al pagamento delle accise sui prodotti energetici.

Il sistema di importazione del carburante

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo si sarebbe rifornito di circa 400 mila litri di gasolio provenienti da raffinerie dell’Est Europa. Il carburante sarebbe stato introdotto in Italia via gomma o via ferrovia utilizzando documenti falsi, nei quali il prodotto veniva indicato come “liquido bio anticorrosivo”, sostanza esente da imposte.

Il meccanismo avrebbe consentito di evitare il pagamento delle accise previste per i carburanti destinati all’autotrazione.

Sequestri e operazione in cinque province

L’operazione delle Fiamme Gialle ha interessato diverse province italiane: Catania, Siracusa, Enna, Cesena e Roma.

Nel corso delle attività sono stati sequestrati:

  • 143 mila litri di prodotti energetici
  • un deposito abusivo
  • sette tank container
  • trattori e semirimorchi
  • 58 cisterne

Disposto anche il sequestro di beni per un valore complessivo di 235mila euro.

L’imprenditore al centro dell’inchiesta

Al centro delle indagini ci sarebbe un imprenditore di Adrano, attivo nel settore dei trasporti e della logistica. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe anche utilizzato gasolio agevolato destinato all’uso agricolo, ottenuto con aliquote fiscali ridotte, per rifornire i mezzi della propria azienda.

Il carburante agricolo sarebbe stato acquistato grazie alla collaborazione di altri soggetti, permettendo significativi risparmi sulle imposte.

Le misure disposte dal gip

Al termine delle indagini, su richiesta della Procura etnea, il gip di Catania ha disposto:

  • l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per due indagati
  • il divieto di esercitare attività d’impresa per altri tre soggetti

È stato inoltre disposto il sequestro di tre società di Adrano ritenute coinvolte nel presunto sistema illecito, fino alla concorrenza di 235 mila euro.

Una delle aziende è stata sequestrata anche per responsabilità amministrativa dell’ente, poiché – secondo la Procura – il presunto sistema fraudolento sarebbe stato realizzato nell’interesse della società stessa.