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27.06.2026

Nuova colata lavica sull’Etna, l’Ingv di Catania: “Un déjà-vu”

di Redazione | 2 min di lettura

Il vulcanologo Boris Behncke ha fatto il punto della situazione

Nuova colata lavica sull’Etna, l’Ingv di Catania: “Un déjà-vu”
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L’Etna torna a farsi sentire: dopo quasi sei mesi di quiete, una nuova colata lavica ha iniziato a scorrere nell’area sommitale del vulcano. Ad aver tracciato il quadro dell’attuale fase eruttiva è stato il vulcanologo dell’Ingv di Catania, Boris Behncke

Colata lavica sull’Etna, il punto del vulcanologo Behncke

L’esperto definisce il nuovo flusso “una colatina lenta, timida, carina, ma una cosa già vista, rivista e stra-rivista in questi ultimi tempi”. 

Per gli standard del vulcano attivo più alto d’Europa, questa “attività effusiva è, per ora, molto, molto piccola“, precisa Behncke, aggiungendo però che rappresenta “sempre una novità, e chissà come evolverà nei prossimi tempi”.

Un copione “déjà-vu”

L’eruzione non desta alcuna preoccupazione operativa sul fronte della viabilità o dei voli. “Notiamo bene – osserva Behncke – che si tratta di un’attività subterminale, cioè strettamente collegata ai crateri sommitali. Non sta, allo stato attuale, producendo quantità significative di cenere (stanno continuando le modeste emissioni di cenere dalla bocca, il cosidetto ‘pit’, sull’alto fianco orientale del cratere Voragine)”.

“Quindi abbiamo qui un’attività tutto sommato simpatica, anche se, nella mia opinione molto personale, è un po’ troppo ‘déjà vu’, le foto che stanno girando praticamente dal momento in cui la colata è partita, sembrano fotocopie di quelle dell’anno scorso”.

L’ubicazione anomala della frattura

Il vero elemento di interesse scientifico riguarda invece il punto esatto di origine della lava. “Da una certa distanza – spiega il vulcanologo – si può apprezzare meglio quello che dà qualcosa di particolare a questa nuova ‘eruzioncina‘: la sua ubicazione strutturale. Questa colata è figlia della Voragine, non del solito Cratere di Sud-Est, ma nemmeno del Nord-Est alla cui base orientale sta uscendo. Sta emergendo dalla parte terminale della frattura che nei giorni precedenti si è sviluppata partendo dal “pit” della Voragine, quella bocca apertasi il mattino del 27 dicembre 2025 in concomitanza con il primo parossismo del Nord-Est di quel giorno”.

Le dinamiche interne della “Montagna” confermano la sua natura complessa e in continuo mutamento. “Nella stessa zona, 12 anni fa, si è aperta una bocca, e poi un’altra, che invece erano figlie del Sud-Est. Sono queste – conclude Boris Behncke – le cose che mi fanno impazzire dell’Etna, questa incredibile variabilità e complessità, queste strade che si incrociano in maniera apparentemente arbitraria, ma che hanno un’organizzazione ben precisa, che cambia assetto con ogni singola attività di questo vulcano”.

Foto di Boris Behncke

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