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20.04.2018

Soldi prestati con tassi di interesse oltre il 100% a persone bisognose: NOMI, FOTO, e DETTAGLI

di Redazione
Soldi prestati con tassi di interesse oltre il 100% a persone bisognose: NOMI, FOTO, e DETTAGLI

LEONFORTE – All’alba di questa mattina, la Polizia di Stato, a conclusione di articolata e complessa attività investigativa, ha eseguito 4 misure cautelari a carico di soggetti di Leonforte, in esecuzione di ordinanza applicativa della custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Enna, dottoressa Luisa Maria Bruno, giusta richiesta del pubblico ministero titolare dell’indagine, presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, nella persona del Dottor Francesco Rio, a carico di:

-Custodia cautelare in carcere:

  • Carmelo Maimone Baronello, 48anni, residente a Leonforte;
  • Angelo Maimone Baronello, 52 anni, residente a Leonforte;
  • Carmelo Rinaldi, 42 anni,residente a Leonforte.

-Misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria:

  • B. G., 28 anni, leonfortese.

L’articolata e complessa attività investigativa svolta dal personale della squadra di Polizia Giudiziaria del commissariato di Leonforte ha consentito di accertare l’attività di un gruppo criminale operante a Leonforte e nelle zone limitrofe, dedito alla commissione dei reati di usura ed estorsione anche nei confronti di persone in stato di bisogno. Il gruppo poteva contare sulla forza intimidatrice derivante dal possesso di un discreto arsenale di armi, parte del quale è stato ritrovato e sequestrato nel corso delle investigazioni.

A testimonianza della pericolosità e della mancanza di scrupoli del gruppo criminale sono state accertate, inoltre, diversi tentativi di estorsione posti in essere ai danni delle stesse vittime, le quali, spesso, erano costrette, con forza e minacce, a cedere denaro agli odierni indagati. L’emissione dell’ordinanza è il risultato di un’articolata e complessa indagine che trae origine dalle informazioni acquisite dal personale del commissariato di Leonforte, in ordine ad un giro di “usura” praticata da Carmelo Maimone Baronello, svolto anche in concorso con altri soggetti.

La conseguente attività tecnica, telefonica e ambientale, a carico degli indagati, supportata dai classici servizi di pedinamento ed osservazione, ha consentito di riscontrare l’iniziale ipotesi investigativa e di acquisire consistenti elementi indizianti a carico del 48enne il quale era solito prestare, anche in concorso di altri collaboratori, a diversi “clienti” somme di denaro, più o meno ingenti, applicando, poi, tassi di interesse certamente non legali e quasi sempre approfittando del loro stato di bisogno. L’uomo era solito chiedere la restituzione del denaro e degli interessi applicati con toni adirati, minacciando spesso le vittime anche di ripercussioni fisiche ed avvalendosi al fine di ottenere il suo scopo della considerazione di cui gode negli ambienti criminali leonfortesi e delle zone limitrofe, circostanza, questa, che incuteva notevole timore tra le vittime. Nel corso delle investigazioni è stato accertato che l’arrestato da tempo cedeva denaro a molte persone, tutte in particolare stato di indigenza e impossibilitate ad accedere a crediti presso istituti bancari e finanziari; è stato, inoltre, accertato che parecchie vittime si rivolgevano all’uomo in evidente stato di necessità, dovendo con quel denaro acquistare beni di prima necessità. Il 48enne era solito richiedere un “surplus” di interessi pari al cento per cento, tasso che saliva ulteriormente nel caso in cui tra il prestito e la restituzione intercorreva un lungo lasso di tempo.

L’attività illecita posta in essere dall’uomo è stata accertata anche in base a riscontri oggettivi, quali il rinvenimento di appunti, scritti e agende, ritrovate a seguito di perquisizioni domiciliari effettuate nell’abitazione di alcune vittime.

Oltre agli episodi di usura accertati e riscontrati, gli operatori del commissariato di Leonforte hanno rivelato anche l’esistenza di diversi prestiti di somme di denaro a molte altre persone dei quali, attesa la mancanza di elementi utili a riscontrare l’ammontare iniziale del capitale, la somma finale restituita e il lasso di tempo intercorso tra il prestito e la restituzione, non si poteva accertare la natura usuraria, ma, tuttavia, si poteva accertare che tali prestiti erano stati effettuati in evidente violazione delle vigenti regole di concessione di finanziamento bancario nei confronti di privati. L’attività di indagine è stata svolta quasi senza l’ausilio o collaborazione delle vittime, atteso che solo una di esse ha proceduto a denunciare i fatti negli uffici di polizia, manifestando, tuttavia, particolari timori di eventuali ritorsioni da parte degli indagati, perché conosciuti come persone violente e pericolose.

L’indagine ha permesso di appurare, inoltre, una “faida “ familiare tra due degli arrestati, i fratelli Carmelo e Angelo e un terzo fratello, legata alla suddivisione di beni, motivo per il quale i due, in diverse conversazioni, si erano lasciati andare a minacce, anche di morte, nei confronti del fratello e di soggetti a lui vicini.

L’interpretazione complessiva delle numerose conversazioni intercettate, suffragata da mirati servizi di polizia giudiziaria, quali appostamenti, pedinamenti e perquisizioni, ha permesso, inoltre, di dimostrare come gli indagati fossero in possesso anche di numerose armi da fuoco. Infatti, da alcune affermazioni registrate in modalità ambientale è stato accertato, infatti, che Angelo Maimone Baronello, per sua stessa ammissione, fosse in possesso di una pistola e di diverse munizioni cedutegli, da B. G., ed inoltre di diverse pistole.

Lo stesso 52enne, inoltre, in occasione dell’arresto di Salvatore Mingari Favvento, effettuato da personale del commissariato di Leonforte e della squadra mobile di Enna nel maggio 2017, nell’ambito dell’operazione denominata “Muuds Weed Too”, nel commentare la notizia dichiarava esplicitamente di essere stato lui a cedere all’arrestao un fucile, arma effettivamente rinvenuta da personale del commissariato di Leonforte nel luglio 2014, nel corso di una perquisizione esperita nella proprietà di Salvatore Mingari Favvento che gli era stata, a sua volta, ceduta da Carmelo Rinaldi.

L’attività ha permesso, inoltre, di certificare la detenzione illegale ed il possesso di armi e munizioni da parte dei fratelli Maimone Baronello e di altri soggetti, quali M.B.G., L.P.S. e R.G..

Al fine di riscontrare e documentare la detenzione e il possesso delle predette armi il personale della squadra di Polizia Giudiziaria ha effettuato, infatti, due perquisizioni domiciliari nell’azienda agricola a Nissoria in contrada Cipolla, una nel mese di giugno e una nel mese di ottobre del 2017.

La tenacia degli investigatori ha permesso, tuttavia, di ritrovare nella prima perquisizione del 17 giugno 2017 28 cartucce calibro 12, di diverse marche; 14 cartucce calibro 12, di diverse marche; un fucile cal.12, privo di marca, risultato rubato il 19 ottobre 1996; una pistola calibro 7,65, marca “Bernardelli” con matricola abrasa; 4 caricatori ognuno dei quali con 8 cartucce, marca Fiocchi, calibro 7,65, per un totale di 32 cartucce; un pacco di cartucce, calibro 7,65, marca Fiocchi contenente 49 cartucce; 18 cartucce, calibro 7,65; 28 cartucce, calibro 7,65; 40 cartucce, calibro 7,65 una pistola calibro 7,65, marca “Beretta”, modello 50, con matricola n°L39349,2 caricatori carichi, ciascuno, di otto cartucce ed ulteriori 6 cartucce tutte dello stesso calibro.

Nel corso della seconda perquisizione effettuata il 13 e 14 ottobre 2017, seguendo gli spostamenti di un collaboratore di Carmelo Maimone Baronello, R.G., sono state ritrovate 15 munizioni cal.7,65 e una cartuccia cal. 12, caricata a pallettoni. Nella stessa giornata, il personale del commissariato ha proceduto a un mirato servizio di osservazione e di pedinamento che ha consentito di accertare come il 48enne, di notte, avesse prelevato qualcosa da una sua seconda proprietà e l’avesse occultata sottoterra, in una vicina contrada. L’ispezione ha permesso di ritrovare, occultata, sotto delle pietre, una pistola calibro 7,65, marca “Beretta”, °2 caricatori carichi, ciascuno, di otto cartucce dello stesso calibro ed ulteriori 6 cartucce.

Nel corso delle fruttuose attività di perquisizione, inoltre, è stata evidenziata la particolare tecnica di occultamento delle armi effettuata dai fratelli Maimone Baronello e dai loro collaboratori, i quali erano soliti interrare le armi in punti isolati dei terreni, occultandole all’interno di tubi di gomma.

Nell’ambito della complessiva attività sono stati indagati diversi altri soggetti per i quali non sono state, tuttavia, emesse misure cautelari.

Gli arrestati, catturati dal commissariato di Leonforte, dopo gli adempimenti di rito, sono stati collocati nella casa circondariale di Enna , come disposto dall’autorità giudiziaria procedente, la Procura della Repubblica di Enna, che ha coordinato brillantemente le indagini, nella persona del Dott. Francesco Rio prima e del Dott. Orazio Longo dopo.