I dati completi dell’affluenza, Comune per Comune, sono disponibili sul sito ufficiale della Regione Siciliana dedicato alle elezioni amministrative 2026.
Urne ancora aperte oggi in Sicilia per le elezioni amministrative. I seggi resteranno operativi fino alle ore 15, subito dopo prenderanno il via le operazioni di scrutinio.
Intanto, in alcuni Comuni dell’Isola, cinque candidati sindaci possono già considerarsi eletti grazie al raggiungimento del quorum del 50% degli aventi diritto al voto entro la chiusura dei seggi di ieri sera alle 23.
A Raccuja, dove era stata presentata una sola lista, l’unico candidato Ivan Martella avrebbe già ottenuto l’elezione.
Situazione analoga a San Salvatore di Fitalia, dove Giuseppe Pizzolante si avvia verso la riconferma alla guida del Comune, così come avvenuto nelle precedenti elezioni quando era l’unico candidato in corsa.
A Mirto, invece, Maurizio Zingales sarebbe stato eletto per il terzo mandato consecutivo.
Nel Palermitano, a Godrano, l’unico candidato Daniele Sebastiano Bellini avrebbe già superato la prova del quorum, mentre a Santa Cristina Gela sarebbe stato eletto Giuseppe Cangialosi.
Diversa la situazione a Serradifalco, dove Leonardo Burgio, unico candidato alla carica di sindaco, secondo i dati registrati alle 23 non avrebbe ancora raggiunto il quorum necessario per la validità dell’elezione.
Per quanto riguarda l’affluenza, ieri sera alle 23 in Sicilia aveva votato il 45,45% degli aventi diritto.
A Messina l’affluenza si è attestata al 46,5%, dato relativo alle consultazioni per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale.
Ad Agrigento la percentuale dei votanti è stata del 46%, sostanzialmente in linea con le precedenti amministrative, mentre a Enna alle 23 aveva votato il 49,3% degli elettori, con un calo del 2,6% rispetto alla tornata elettorale precedente.
Alle ore 19 in Sicilia hanno votato per le elezioni amministrative 322.756 elettori su 929.490 aventi diritto, pari al 34,72%.
Particolarmente significativa l’affluenza registrata a Messina, uno dei tre capoluoghi siciliani chiamati al voto per eleggere sindaco e consiglio comunale. Alle ore 23, infatti, nella città dello Stretto aveva votato il 46,5% degli aventi diritto.
Negli altri due capoluoghi interessati dalla tornata elettorale si registrano dati differenti.
Ad Agrigento l’affluenza si è attestata intorno al 46%, un dato sostanzialmente in linea con quello delle precedenti elezioni amministrative.
A Enna, invece, alle ore 23 ha votato il 49,3% degli elettori, con un calo di circa 2,6 punti percentuali rispetto alla precedente consultazione.
Alle ore 12 in Sicilia hanno votato per le elezioni amministrative 119.799 elettori su 929.490 aventi diritto, pari al 12,89%. Il dato è stato pubblicato sul portale dell’Assessorato regionale alle Autonomie locali e della Funzione pubblica. L’affluenza nell’Isola risulta leggermente inferiore rispetto alla media nazionale che, alla stessa ora, si attesta poco sotto il 15%.
Tra i territori siciliani al voto si registrano andamenti differenti: in alcune province si evidenziano lievi aumenti rispetto alle precedenti amministrative, mentre in altri Comuni si osserva una flessione della partecipazione.
Secondo gli exit pool della Rai, in collaborazione con il consorzio Opinio Italia, a Messina il candidato a sindaco Federico Basile, sindaco dimissionario, sarebbe tra il 51% e il 55%, il candidato del centrodestra Marcello Scurria è tra il 27% e il 31% e la candidata del centrosinistra con M5s e Controcorrente Antonella Russo sarebbe tra il 13 e il 17%.
Quando è stato scrutinato il 13,59% delle schede, il candidato del centrosinistra Vladimiro Crisafulli è al 62%, mentre il candidato del centrodestra, Ezio De Rose, è al 33,32%.
Filippo Fiammetta, sostenuto dalla lista Enna Futura- Coordinamento civico per Enna e da Controcorrente, è al 3,8%.
In Sicilia dopo la chiusura dei seggi ha votato il 58,79% degli aventi diritto (546.498 dei 929.615 elettori dei 71 comuni chiamati alle urne).
A Messina ha votato il 61,93% dei chiamati al voto per le comunali (il 6,37% in più rispetto alle precedenti amministrative).
Ad Agrigento ha votato il 59,9% (meno 3,80% rispetto alle amministrative precedenti). A Enna ha votato il 61,89% (meno 1,01% rispetto alle precedenti).
“No, ha fatto bene, così abbiamo preso tutti questi voti. Perfetto, è andata benissimo”. Così Vladimiro Crisafulli, candidato del centrosinistra e storico dirigente del Pd che sta festeggiando la vittoria Enna, a spoglio in corso, con un consenso intorno al 60%, ha risposto alla domanda se il Pd abbia fatto male a non dargli il simbolo. Dopo avere appreso che la segreteria nazionale del suo partito aveva deciso di non concedergli l’uso del simbolo alle comunali, Crisafulli aveva risposto perentorio: “A Enna il Pd sono io“.
Marsala, si profila la vittoria al primo turno per la candidata sindaco del Centrosinistra (sostenuta anche da una frangia della destra) Andreana Maria Patti, 54 anni, laureata in Giurisprudenza, funzionaria in aspettativa del comune. Il dato parziale di 44 sezioni (su 80) vede, infatti, Patti in netto vantaggio su altri tre concorrenti per la poltrona di primo cittadino, tra i quali l’uscente Massimo Grillo. Quest’ultimo, con 3.563 voti, si attesta al 33,4%, mentre Patti, con 5.475 voti è al 51,4%.
A sostenere l’attuale sindaco Grillo, oltre al suo movimento “Liberi”, anche Udc, Lilibeo Viva e Vivere la Città, mentre sono sette quelle a supporto Andreana Patti: Pd, Alleanza Verdi Sinistra, M5S-Psi, Com-Patti, Si Muove la Città, Marsala Civica/Sud chiama Nord e Progettiamo Marsala, quest’ultima vicina alle posizioni del ministro Nello Musumeci. Staccata l’ex deputato regionale ed ex presidente della provincia Giulia Adamo, con 1.533 voti al 14,4%.
Sei le liste per la Adamo: Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Coraggio e Passione, Noi moderati/Noi marsalesi e movimento Arcobaleno. Infine, con 87 voti Leonardo Curatolo (Marsala futura) è allo 0,8%. La percentuale dei votanti è stata del 62,58% degli aventi diritto. In totale si sono recati alle urne 42.752 elettori su 68.320.
Testa a testa ad Agrigento tra Michele Sodano (centrosinistra unito) e Dino Alonge (FdI, Fi, Mpa e Udc), rispettivamente intorno al 38% e al 34% a un terzo delle sezioni scrutinate. Più staccato Luigi Gentile che avrebbe la metà dei voti dei primi due, sostenuto da Lega-Dc, Nm e Sud chiama nord di Cateno De Luca.
La nipote di Totò Cuffaro, Ida Cuffaro (Dc), 27 anni, candidata sindaco di Raffadali (Agrigento) è all’80% di preferenze quando è stata scrutinata la metà delle schede. Sarebbe lei quindi la nuova sindaca del comune.
“Sono felicissima – afferma – ce lo aspettavamo, avevamo avuto dei sentori durante la campagna elettorale, ma al momento i dati sono sorprendenti. Aspettiamo fino alla fine l’esito dello scrutinio, ma sono veramente soddisfatta”.
Dopo Totò e Silvio continua quindi la dinasty politica dei Cuffaro. Ida rappresenta la nuova generazione di una delle famiglie più note della politica siciliana. La figlia di Giuseppe Cuffaro, è laureata in Giurisprudenza e madre di tre figli, e lavora come assistente al Centro per l’impiego. Ida Cuffaro punta, a suo dire, a coniugare “continuità amministrativa e rinnovamento generazionale”.
Negli ultimi anni ha collaborato con l’attuale amministrazione gestendo la comunicazione istituzionale dello zio Silvio che è sindaco del paese agrigentino e ha già fatto 3 legislature, con una breve interruzione, più una da vice sindaco: da 21 anni è amministratore di Raffadali.
I dati completi dell’affluenza, Comune per Comune, sono disponibili sul sito ufficiale della Regione Siciliana dedicato alle elezioni amministrative 2026.