Lo studio di Tuttoscuola fotografa forti differenze territoriali nell’accessibilità degli istituti. Criticità anche per scale e servizi igienici: in Campania bagni adeguati solo nel 42,4% degli edifici
L’accessibilità delle scuole italiane migliora, ma non alla stessa velocità in tutto il Paese. E il divario territoriale continua a pesare soprattutto sul Mezzogiorno, dove si registrano le maggiori criticità per gli studenti con disabilità.
È quanto emerge da uno studio della rivista specializzata Tuttoscuola, che analizza i dati ufficiali relativi all’anno scolastico 2023-2024, l’ultimo per il quale il Ministero ha reso disponibili le informazioni suddivise per area geografica.
La fotografia che ne emerge evidenzia differenze significative tra Nord e Sud, soprattutto per quanto riguarda ascensori, montascale, piattaforme elevatrici e servizi igienici accessibili.
La rilevazione sulle scale prende in considerazione esclusivamente gli edifici scolastici che ne sono dotati per consentire l’accesso ai piani superiori.
Nel 2023-2024 erano 29.639 gli edifici interessati. In 22.093 casi, pari al 74,5%, le scale risultavano a norma per gli alunni con disabilità.
Ma anche in questo caso le differenze territoriali sono evidenti.
A registrare il dato migliore sono le Isole, con l’81,4%, seguite dal Nord Ovest con l’80,4% e dal Nord Est con il 78,4%. Più indietro il Centro, fermo al 69,5%, mentre il Sud scende al 66%.
È sul fronte degli ascensori e delle altre apparecchiature elevatrici che il divario diventa ancora più marcato.
Il 26% degli edifici scolastici italiani è situato interamente al piano terra, mentre il restante 74% – 29.639 edifici su un totale di 39.993 – necessita dell’utilizzo delle scale per raggiungere i piani superiori e, nel caso degli studenti con disabilità motorie o sensoriali, di ascensori, servoscala o piattaforme elevatrici.
Complessivamente, 15.961 edifici scolastici a più piani, pari al 53,9%, risultavano dotati di queste apparecchiature.
La media nazionale, però, nasconde una profonda distanza territoriale: nel Nord Ovest la percentuale raggiunge il 66,5%, mentre al Sud precipita al 36,5%, con una differenza di circa 30 punti percentuali.
Il Nord Est si attesta al 58,2%, il Centro al 55,3% e le Isole al 51,7%.
Il divario si conferma anche analizzando la presenza di servizi igienici adattati alle esigenze degli studenti con disabilità.
Nell’anno scolastico preso in esame ne risultavano dotati 27.131 edifici su 39.993, pari al 67,8% del totale nazionale.
Il Nord Ovest raggiunge il 79,6%, seguito dal Nord Est con il 73,8%. Centro e Isole si collocano rispettivamente al 66,8% e al 66,4%.
Ancora una volta, il dato peggiore riguarda il Sud, dove soltanto il 53,7% degli edifici dispone di servizi igienici adeguati.
Ancora più profonde sono le differenze quando l’analisi scende al livello regionale.
Per i servizi igienici accessibili, la Valle d’Aosta raggiunge il 95,7% degli edifici scolastici, mentre all’estremo opposto si collocano Calabria e Campania.
In Calabria la percentuale si ferma al 44,2%, mentre in Campania scende ulteriormente al 42,4%: in entrambe le regioni, dunque, meno della metà degli edifici scolastici risulta dotata di servizi igienici adattati agli studenti con disabilità.
I numeri evidenziano così una situazione ancora fortemente disomogenea: l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle scuole italiane resta una sfida aperta e il luogo in cui uno studente vive continua a incidere concretamente sul livello di accessibilità dell’edificio scolastico che frequenta.