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03.02.2019

Dottoressa aggredita in guardia medica, lo sfogo: “Siamo soli e indifesi, come possiamo andare avanti?”

di Redazione
Dottoressa aggredita in guardia medica, lo sfogo: “Siamo soli e indifesi, come possiamo andare avanti?”

BAGHERIA – La situazione a Bagheria, nel Palermitano, non sarebbe stabile, usando un termine clinico.

Perché proprio di sanità si parla: ad affrontare l’argomento è stata Alessandra Pizzo, una dottoressa di 31 anni, colei che avrebbe subito un’aggressione da parte di una donna durante il suo turno alla Guardia Medica.

Questo il suo lungo sfogo su Facebook:

Soli e indifesi, dice la dottoressa. Le aggressioni distruggono soltanto un sistema già zoppo di suo. Questo, in poche parole, il messaggio lanciato.

Aumentare il personale riduce le aggressioni”: così, invece, il sindacato Nursind, secondo il quale l’aumento del fenomeno, invece, sarebbe direttamente proporzionale al progressivo definanziamento del sistema sanitario. 

Per questa ragione, la proposta è di istituire dei corsi di autodifesa, con il datore di lavoro consapevole che bisogna considerare il rischio di “aggressione” nella formazione del proprio dipendente. Che sia, tra l’altro, lo stesso titolare a denunciare l’episodio e non la vittima, evitando a quest’ultima di esporsi.

Immagine di repertorio

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