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30.06.2026

La giunta regionale approva Defr 2027/2029: il Pil in Sicilia cresce

di Redazione | 3 min di lettura

Schifani: «Prosegue crescita, andiamo avanti per rafforzare lo sviluppo».

La giunta regionale approva Defr 2027/2029: il Pil in Sicilia cresce
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L’economia siciliana chiude il 2025 con una crescita del Pil dello 0,6% e guarda ai prossimi due anni con prospettive positive. È il quadro delineato dal Documento di economia e finanza regionale, il Defr, approvato dal governo guidato da Renato Schifani.

Lo scenario tendenziale prevede un incremento del prodotto interno lordo dello 0,5% sia nel 2026 sia nel 2027. Considerando anche gli effetti degli investimenti già programmati dalla Regione, la crescita potrebbe però raggiungere l’1,7% annuo in entrambi gli esercizi.

Le previsioni vengono formulate in un contesto internazionale ancora segnato dalle tensioni geopolitiche e dall’incertezza sui mercati, ma il governo regionale ritiene che il risanamento dei conti e la spesa per infrastrutture possano sostenere il sistema economico dell’Isola.

Schifani: «Consolidare crescita e attrattività»

Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha definito il documento improntato al realismo dei dati e alla fiducia nelle prospettive future.

«Il lavoro svolto in questi anni ha posto le basi per risanare i conti pubblici e creare le condizioni di uno sviluppo stabile», ha dichiarato Schifani, sottolineando l’obiettivo di sostenere la capacità produttiva delle imprese e i livelli occupazionali.

Secondo il presidente, la Sicilia deve proseguire lungo questa strada per consolidare i risultati raggiunti e aumentare la propria capacità di attrarre investimenti.

Schifani ha inoltre richiamato il ruolo strategico dell’Isola nel Mediterraneo, non soltanto dal punto di vista geografico, ma anche sotto il profilo economico, produttivo e logistico.

Gli investimenti possono spingere il Pil all’1,7%

La previsione di base contenuta nel Defr indica una crescita moderata dello 0,5% annuo nel 2026 e nel 2027.

Il quadro cambia includendo la spesa per gli investimenti già programmati dalla Regione. In questo caso, l’aumento del Pil potrebbe arrivare all’1,7% in entrambi gli anni.

La stima non considera ancora l’eventuale contributo aggiuntivo della manovra regionale 2026-2028, che potrebbe mettere in campo ulteriori risorse.

Il dato evidenzia il peso che la capacità di realizzare concretamente gli investimenti potrà avere sull’economia siciliana, soprattutto nei settori delle infrastrutture, dei servizi, della produzione e dell’occupazione.

Dagnino: «Una nuova fase per la finanza regionale»

Per l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino, il Defr 2027-2029 segna l’inizio di una nuova fase per i conti pubblici siciliani.

Nel corso dell’ultimo triennio, secondo quanto evidenziato dall’assessore, la Regione avrebbe completato in anticipo il percorso di riequilibrio finanziario, chiudendo il precedente contenzioso con la Corte dei conti.

La Sicilia sarebbe così passata da una situazione condizionata dal disavanzo a un solido avanzo di amministrazione.

«Non si tratta soltanto di un risultato contabile», ha spiegato Dagnino. Il miglioramento dei conti dovrebbe infatti ampliare la capacità di programmazione della Regione e rafforzare la fiducia di cittadini, imprese, istituzioni e osservatori economici.

Il debito regionale scende a 2,193 miliardi

Tra i dati più rilevanti contenuti nel documento figura la riduzione del debito pubblico regionale.

Dai 4,025 miliardi di euro del 2025, il debito dovrebbe scendere a 2,193 miliardi nel 2026, anche per effetto delle scelte di bilancio adottate nei mesi precedenti.

La riduzione sarebbe quindi pari a circa 1,8 miliardi di euro in un solo anno.

Il miglioramento della situazione finanziaria dovrebbe consentire alla Regione di disporre di maggiori margini nella programmazione delle politiche pubbliche e degli interventi destinati allo sviluppo.

Occupazione siciliana sopra la media nazionale

Il Defr segnala risultati positivi anche sul fronte del lavoro.

Nel 2025 l’occupazione in Sicilia è cresciuta dell’1%, superando l’incremento medio nazionale, fermo allo 0,8%.

Il dato viene indicato dal governo regionale come uno dei segnali di tenuta del sistema economico siciliano, nonostante le difficoltà strutturali che continuano a caratterizzare il mercato del lavoro dell’Isola.

La sfida per i prossimi anni sarà trasformare la crescita occupazionale in posti di lavoro più stabili e qualificati, soprattutto per i giovani e nei settori a maggiore capacità innovativa.

Oltre seimila imprese in più nel 2025

Segnali di vitalità arrivano anche dal sistema imprenditoriale.

Alla fine del 2025 il saldo tra iscrizioni e cessazioni è risultato positivo per oltre seimila imprese. Le nuove registrazioni sono state circa 24.500, mentre le cessazioni si sono fermate a 18.300.

Il numero complessivo delle imprese registrate in Sicilia ha così raggiunto quota 463.772.

Il tasso di crescita si è attestato all’1,34%, un valore superiore a quello dell’anno precedente e indicato tra i più elevati a livello nazionale.

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