PALERMO – Si sono chiuse le indagini sull’inchiesta su droga e telefonini al carcere Pagliarelli di Palermo che ha visto protagonista anche il cantante neomelodico Niko Pandetta, nipote dello storico boss catanese Turi Cappello. In mano ai sostituti procuratori Daniele Sansone e Antonio Carchietti la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini.
Gli arresti sono scattati lo scorso 23 maggio nel corso delle indagini condotte dai carabinieri e dagli agenti della Polizia Penitenziaria. Secondo quanto emerge, i detenuti avrebbero messo in atto violenti pestaggi contro chi non si sarebbe piegato alle loro regole.
È stata fatta luce anche sul presunto tariffario degli stupefacenti smerciati in gattabuia. Stando a quanto si legge nell’ordinanza, “una canna” veniva fatta pagare quanto “tre pacchi di sigarette, cioè circa 20 euro” e un grammi di hashish “tra i 100 e i 150 euro“. E ancora, “un grammo di cocaina può costare anche 500-600 euro“.
“Ho visto vendere due canne anche 20-30 pacchi di tabacco, di cui ogni pacco costa 6,70 euro. Per i telefoni si dovevano sborsare 500 euro e c’è chi ha guadagnato 15 mila euro in un mese e mezzo”.
La conclusione delle indagini riguarda 35 dei 48 indagati. Nello specifico, si tratta (oltre che di Pandetta) di: