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25.05.2025

San Gregorio di Catania, controlli sulle armi dopo l’omicidio del 23enne Carlo La Verde: 3 denunce

di Redazione | 1 min di lettura
San Gregorio di Catania, controlli sulle armi dopo l’omicidio del 23enne Carlo La Verde: 3 denunce
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SAN GREGORIO DI CATANIA – Continuano le verifiche dei carabinieri a San Gregorio di Catania, a quasi un mese dall’omicidio del 23enne Carlo La Verde, ucciso da un colpo di pistola esploso dal padre. Un episodio che ha sconvolto profondamente la comunità e che ha spinto i militari dell’Arma a intensificare i controlli, soprattutto in materia di detenzione e custodia di armi da fuoco.

Nel corso della mattinata, i carabinieri della Stazione di San Gregorio hanno eseguito ispezioni mirate, tra cui anche l’abitazione della famiglia del giovane. I controlli si sono concentrati sul rispetto delle norme in materia di detenzione di armi: sono state rinvenute diverse armi regolarmente detenute, ma con gravi irregolarità.

Armi formalmente registrate ma in un domicilio errato

Le verifiche hanno fatto emergere che alcune armi risultavano formalmente ancora custodite nell’abitazione dove si è consumato l’omicidio, nonostante i detentori avessero da tempo cambiato residenza senza comunicare l’aggiornamento alle autorità competenti.

Oltre 1.500 munizioni sequestrate

Durante l’ispezione, i carabinieri hanno anche sequestrato 1.530 cartucce di vario calibro, mai denunciate, la cui detenzione risulta quindi priva di qualsiasi regolare comunicazione.

Tre persone denunciate

Sulla base degli elementi raccolti — da verificare in sede giurisdizionale — tre persone legate da vincoli familiari con la vittima sono state denunciate in stato di libertà: si tratta di una 83enne pensionata domiciliata a Catania, di una 58enne residente nello stesso comune e di un 50enne anch’egli catanese.

I tre sono indagati per omessa comunicazione del cambio di domicilio delle armi e per detenzione abusiva di munizionamento, con la precisazione che, come da principio, vige la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

L’attività si inserisce in un più ampio piano di vigilanza e prevenzione, volto a garantire maggiore sicurezza alla cittadinanza.

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