PALERMO – Gli incontri tra Giulio Caporrimo e Nunzio Serio avvenuti, in alcune occasioni, anche al largo delle coste palermitane, sui rispettivi gommoni, e lo spaccato anche pittoresco della vicenda, nel momento in cui il primo lamentava uno scadimento sempre maggiore dei costumi del luogo per la presenza delle moto d’acqua che scorrazzavano nei pressi dei bagnanti di Sferracavallo.
Il capomafia raccontava di essere intervenuto personalmente nei confronti di alcuni utilizzatori delle moto d‘acqua, originari dei quartieri Brancaccio e Pagliarelli, i quali, riconoscendolo, avevano tenuto un comportamento remissivo, tanto da essersi di seguito spostati sulla zona di Mondello, dall’altro lato della riserva di Capo Gallo, perché a Sferracavallo “c’era lo zio in porto”.
Possiamo racchiuderla così, l’operazione “Teneo“, che nel giugno del 2020 portò all’arresto di dieci soggetti, colpendo il mandamento mafioso di Tommaso Natale
Dopo quasi tre anni, per alcuni degli Imputati, sono arrivate le condanne:
Assolti invece Giuseppe Enea (in primo grado condannato a 7 anni) e Francesco Di Noto (in primo grado 4 anni e 10 mesi).
L’indagine era stata seguita da un pool di magistrati coordinati dal procuratore aggiunto dottore Salvatore De Luca, costituendo un’ulteriore fase di un’articolata manovra investigativa condotta dal Nucleo Investigativo di Palermo sul mandamento mafioso di Palermo Tommaso Natale che ha consentito di comprovare la perdurante operatività di quell’articolazione di Cosa nostra.
L’operazione “Teneo”, prosecuzione dell’indagine “Talea”, aveva un deciso impulso con il monitoraggio di Vincenzo Taormina, imprenditore del settore movimento terra particolarmente vicino a Francesco Paolo Liga, documentando una serie di dinamiche associative che ruotavano intorno alla figura di quest’ultimo.