La CGIL di Catania, insieme ad altre associazioni, chiede chiarezza sulla realizzazione dei termovalorizzatori a Catania e Palermo
“Questi sono due progetti antistorici che non hanno ragione di esistere e non affrontano l’emergenza rifiuti”. Si è aperta con queste parole di Alfio Mannino, segretario della CGIL Sicilia, la conferenza stampa che si è svolta questa mattina nella sede storica della CGIL di Catania, dedicata alla realizzazione dei termovalorizzatori a Catania e Palermo.
Al centro dell’incontro, la richiesta di maggiore chiarezza e trasparenza sull’iter dei due progetti. Presenti anche i rappresentanti di Legambiente, Zero Waste e WWF.
Una settimana fa sono state depositate all’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente due osservazioni tecniche. La Commissione Tecnica Specialistica ha avviato un’indagine nella quale vengono analizzate le criticità sollevate.
È stata inoltre richiesta un’inchiesta pubblica: secondo quanto dichiarato dai presenti, i due progetti sarebbero incompatibili con la tutela della vita, della salute pubblica e con la normativa europea.

“Queste strutture per il trattamento dei rifiuti rappresentano una tecnologia obsoleta e in alcuni Paesi europei le stanno dismettendo. Sul territorio di Catania l’inceneritore sorgerebbe a meno di un chilometro dall’Oasi naturale protetta del Simeto, che rientra nella rete dei siti Natura 2000”, ha affermato Patrizia Mauro, componente del direttivo del WWF Sicilia Nord Orientale.
“La Commissione Tecnica Specialistica ha presentato oltre cinquanta richieste di integrazione documentale, a dimostrazione che quei progetti presentano gravi carenze. Non ci si può permettere che un progetto di questo tipo, che comporta un importante carico di inquinanti per la salute dei cittadini, venga portato avanti sulla base di elaborati superficiali”, ha affermato Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia.